JavaScript in ambiente industriale per logiche di controllo embedded

JavaScript in ambiente industriale per logiche di controllo embedded

Il contesto

Consideriamo uno sviluppo tramite toolkit Qt su piattaforma ARM Mx.i6ULL e sistema operativo Linux, soluzione che consente un uso integrato dei linguaggi C++, JavaScript e QML anche in presenza di scarsa potenza di calcolo.

Il nostro contributo

Un approccio comunemente adottato in questo tipo di contesto prevede di implementare l’intera logica di funzionamento in C++, per garantire il soddisfacimento degli stringenti requisiti di RAM (<=128MB) imposti dal sistema embedded. 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è possibile, in alternativa, limitare l’uso del C++ e porre il JavaScript come linguaggio centrale dell’applicazione, senza per questo incorrere in perdite di efficienza che risultino proibitive a fronte delle limitate risorse hardware disponibili.

Il metodo

Nel caso in cui, ad esempio, si debbano implementare delle logiche di macchine a stati, come abbiamo fatto nello sviluppo di questo software di collaudo, per verificare tempestivamente che la soluzione sia corretta, è conveniente sviluppare per prima la porzione di logica con maggiori esigenze computazionali, così da testare l’utilizzo delle risorse nel caso peggiore. In questo modo si fa una sorta di Smoke Test per testare la scelta sull’hardware di cui si dispone.

Così facendo, si può scoprire che la JavaScript engine in ambiente Qt/QML (derivata dalla V8 di Google) è sufficientemente ottimizzata da non interferire con i limiti di memoria imposti dall’hardware (un progetto Qt/QML di base può richiedere infatti solo 16 MB di RAM).

A questo punto, una volta confermate le ipotesi iniziali, il C++ può essere limitato alla logica di basso livello del controllore (nel caso in cui, ad esempio, sia già presente un software parzialmente preesistente), mentre la logica delle singole macchine a stati e la loro interazione con l’unità di controllo possono essere implementate in JavaScript. 

Esempi

Per capire meglio i vantaggi che può portare la scelta del Javascript per la business logic riportiamo di seguito alcuni esempi con i relativi snippet di codice.

Scrittura di un file

La scrittura di un file è una tipica operazione di basso livello, per la cui implementazione risulterebbe naturale ricorrere al C++. In alternativa, è possibile affidarsi al JavaScript e fare un POST sull’URL dato dal nome del file (se esso si trova nella directory corrente) o, più in generale, dal suo path relativo. Il risultato è un codice estremamente leggibile e intuitivo:

Timer

Sono molte le istanze in cui, in un contesto come quello descritto, ci può essere la necessità di tener traccia del trascorrere del tempo. In questo caso la convenienza del JavaScript è ancora più evidente, dal momento che Timer è una delle classi/tipi presenti in QML. L’esempio che segue descrive un bottone “RIAVVIA” che, se cliccato, fa partire un conto alla rovescia di dieci secondi, al termine del quale il sistema viene riavviato; il conto alla rovescia può essere interrotto, prima dello scadere del tempo, cliccando nuovamente il bottone, che riporterà adesso la dicitura “STOP”:

Si osservi come il JavaScript possa essere integrato al markup QML per definirne gli aspetti imperativi.

I vantaggi

Le scelte progettuali descritte garantiscono accesso ai vantaggi offerti dal JavaScript, in quanto linguaggio di più alto livello rispetto al C++, interpretato, a tipizzazione dinamica e con supporto a un paradigma dichiarativo-funzionale, con conseguente riduzione dei tempi di sviluppo e manutenzione del software e accesso a un maggior bacino di informazioni vista la più ampia diffusione dell’uso del Javascript rispetto al C++ nei vari contesti di sviluppo software

Francesco Ballerini
Software Engineer
Kiwibit

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Riprogettare un’interfaccia software obsoleta: perché farlo?

Riprogettare un’interfaccia software obsoleta: perché farlo?

I tuoi utenti o clienti hanno sempre problemi per l’utilizzo del software? Passi più tempo al telefono a fare assistenza che a fare il tuo lavoro? Il tuo software non funziona da mobile o su altri dispositivi? Il software è lento? Non capisci come riuscire a fare certe operazioni? L’interfaccia del software ha un look vecchio o poco accattivante? 

Se hai risposto sì almeno a una di queste domande allora è arrivato il momento di pensare alla riprogettazione dell’interfaccia del tuo software! 

Vediamo, quindi, alcuni vantaggi della ristrutturazione dell’interfaccia di un software.

Usabilità e funzionalità: la parte razionale di un software

Un software è usabile quando non hai bisogno di un manuale per usarlo, è talmente intuitivo che capisci subito quello che devi fare. 

In questo modo si diminuisce la curva di apprendimento della gestione del software e ciò farà risparmiare tempo a te e ai tuoi clienti perché non ci sarà necessità di manuali o di addetti inviati presso l’azienda cliente per spiegare l’utilizzo del software.

Inoltre sul web ormai si naviga usando molti dispositivi differenti, non più solamente pc, ma cellulari di varie dimensioni, tablet, schermi touch e per questo è necessario che le interfacce software siano anche responsive, ovvero siano in grado di adattarsi graficamente e in modo automatico al dispositivo con cui vengono visualizzate.

Con un’interfaccia ottimizzata il software sarà più veloce nel funzionamento e anche l’utente lo sarà nell’eseguire i compiti. Pensa: quanto tempo un tuo dipendente potrebbe risparmiare con un software più veloce, più facile e intuitivo? Quanto potrebbe produrre in più? 

Colore, grafica e estetica: la parte emotiva di un software 

Potrebbe sembrare una frivolezza, invece porre attenzione a colore e grafica in un software non lo è affatto. L’utilizzo corretto del colore facilita la comprensione delle operazioni da fare, incrementando la velocità di apprendimento e di esecuzione.

Un’interfaccia software gradevole in termini di colori e grafica, inoltre, fornisce una gratificazione estetica che rende più piacevole l’utilizzo: l’utente avrà quindi più soddisfazione e voglia di utilizzare il software.

Senza tenere in conto che una personalizzazione grafica ad hoc renderà il tuo prodotto univoco e ben riconoscibile. E no, nel caso te lo stessi chiedendo, ciò non appesantirà il processo del tuo software rallentandolo: i nuovi hardware oggi sono molto più potenti rispetto a 10 anni fa, basta vedere come sono articolate le app che girano sui telefoni! 

A questo proposito, le persone oggi sono abituate a interagire con il look and feel di Apple e del nuovo Android, hanno in mano tutto il giorno questi apparecchi e il loro utilizzo è per tutti semplice e intuitivo. 

Pensa invece ai telefoni di qualche anno fa: dovevi fare la maggior parte delle operazioni con due tasti che per giunta a ogni schermata cambiavano funzionalità. Non era una soluzione di immediata comprensione e in pochi, magari solo dopo aver letto il manuale di istruzioni, riuscivano ad utilizzarne a pieno tutte le funzionalità. Per molti invece l’impiego era in parte frustrante, non pensavano neppure di sfruttare tutto quello che poteva fare, se non per le funzioni base di chiamata e di  invio messaggi.

Oggi, grazie anche ai touch screen ed alle interfacce di moderna concezione, i dispositivi che lavorano attraverso software sono diventati molto più “democratici”: tutti riescono a utilizzare il software, anche la nonna!

Per quella che è la percezione attuale dei dispositivi tecnologici da parte delle persone, se il tuo software fosse anche il più potente del mondo, ma risultasse non gradevole e difficile da adoperare, sembrerebbe di scarsa qualità e di vecchia concezione, e le sue potenzialità sarebbero svalutate e passerebbero in secondo piano.

Ultimo, ma non per importanza: l’obsolescenza tecnica

Ebbene sì, questo ultimo punto forse potrebbe diventare il primo dei tuoi problemi nel caso il tuo software non fosse più compatibile con i nuovi sistemi operativi o con i nuovi processori se si tratta di un software embedded.

Non sempre, infatti, viene garantita la retrocompatibilità e quindi dovrai, gioco forza, adattare il tuo software al nuovo processore.

Infine il tuo sistema potrebbe essere cresciuto tanto nel tempo, magari in modo non ordinato perché ci hanno operato in più persone con processi non sempre lineari e stili di programmazione differenti: in questo caso spesso per poter continuare a farlo funzionare non c’è altra soluzione che operare un refactoring, ovvero una ristrutturazione del codice dell’applicazione software. 

L’ammodernamento delle interfacce e delle tecnologie utilizzate non solo darà nuova vita al tuo software consentendogli di adattarsi ai dispositivi di ultima generazione, ma, in prospettiva, alleggerirà i costi di manutenzione e di modifica dello stesso, in quanto le figure professionali che sanno lavorare su vecchi linguaggi sono in genere programmatori senior che hanno un costo di intervento più elevato.

Per questo mettiamo a disposizione dei nostri clienti competenze e decennale esperienza in questo campo unitamente allo stato dell’arte delle tecnologie per fornire servizi che vanno dall’analisi del software esistente, al design e produzione del mockup interattivo, fino alla realizzazione completa delle nuove interfacce.

Convinto della necessità di ristrutturare la tua interfaccia software? Oppure hai ancora qualche dubbio e ti servono maggiori informazioni?

Illustraci le tue necessità, troveremo la soluzione più adatta alle tue esigenze!

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Quanto costa un software su misura? Ecco i prezzi e le modalità di sviluppo!

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Già la domanda, come puoi immaginare, racchiude tante variabili che è necessario conoscere prima di definire un prezzo preciso. 

Le macro variabili riguardano la complessità del software da realizzare e il tempo necessario per lo sviluppo che implicano anche il numero di sviluppatori da impiegare e la loro seniority. Tutti elementi che andranno ad incidere sul costo.

Il primo passo è quindi capire il tipo di software di cui hai bisogno. Iniziamo quindi a vedere le tipologie di software che in Kiwibit riusciamo a sviluppare:  

  • Firmware o software per sistemi embedded ovvero interfacce uomo-macchina e algoritmi di gestione di dispositivi hardware programmati per lo più in C, C++, librerie QT, e altri linguaggi cosiddetti di “basso livello”. In questo caso il costo dipende: dal numero di schermate da realizzare, dal numero di periferiche e sensori che si devono andare a gestire a bordo del sistema, da quanti collegamenti a altri oggetti o macchinari esterni devono essere fatti, dalla quantità di azioni che l’applicazione deve fare, dalla connettività e dalla necessità che la raccolta dati debba poi essere trasferita all’esterno per poter essere utilizzata da processi di analisi e di ricerca di sviluppoTipicamente il range del costo di sviluppo può variare circa da 5000 a 20000€
  • Software desktop che vengono installati localmente sul PC dell’utilizzatore. In questo caso il grado di complessità è legato alla necessità di elaborazione dati, alla necessità di una grafica personalizzata e al fatto che debba utilizzare particolari librerie, tecnologie, o linguaggi specialistici, vecchi o atipici come ad esempio il Fortran.  In questo caso il costo di sviluppo può variare circa da 5000 a 15000€ 
  • Software web. In questo caso il costo può essere anche maggiore del 50% rispetto al software desktop perché sarà necessario sviluppare una parte di software back end e una parte di software frontend, oltre al database. Un’applicazione web ha però l’enorme vantaggio che per essere utilizzata non deve essere installata su una macchina ma serve un solo collegamento di rete. Questo comporta che è possibile usufruirne in qualsiasi momento e in ogni luogo in cui si abbia connessione di rete. Inoltre se al software viene fatta una modifica l’aggiornamento è visibile in tempo reale a tutti gli utenti senza necessità di scaricare niente. A fronte di questi notevoli vantaggi il costo di sviluppo può variare circa da 9000 a 25000€ 
  • Software in cloud. Un software web può essere installato su un server del cliente (installazione on premise) e usufruito tramite rete locale. Oppure può essere installato su una macchina in cloud predisposta da noi e il cliente può utilizzare l’applicazione tramite internet.  In quest’ultimo caso oltre ai costi di sviluppo ci saranno anche quelli di affitto delle macchine, con il vantaggio però per il cliente di non doversi preoccupare della manutenzione del server e quindi di risparmiare in termini di tempo e risorse, finanziarie e di personale. Il costo aggiuntivo del canone di affitto delle macchine può variare indicativamente da 1000 a 2500 € all’anno in base allo spazio necessario all’applicazione e al traffico di dati

A tutto questo si somma l’eventuale necessità di presenza on-site dal cliente.

Oggigiorno grazie alle piattaforme collaborative e al metodo di lavoro che preferiamo utilizzare in Kiwibit, il metodo Agile, abbiamo la possibilità di farti testare il prodotto durante lo sviluppo senza la necessità di venire di persona presso la tua azienda. Gli incontri saranno fatti in momenti salienti del processo e così i costi di trasferta si abbassano.

Questo è possibile soprattutto per i Software web o desktop, mentre per i Firmware non sempre è possibile perché spesso è necessario fare dei test sui macchinari su cui andrà applicato il software embedded.

Un’altra variabile è quante volte viene cambiata idea durante lo sviluppo: se hai le idee chiare all’inizio è meglio, e la fase di analisi che prevediamo in partenza a ogni progetto serve proprio a chiarire il più possibile le tue esigenze.

Tuttavia il metodo che utilizziamo, l’Agile, ci permette di venire incontro alle esigenze di modifica con un continuo controllo sul progetto.

Chiaramente il prezzo potrà avere delle variazioni in base alle richieste ma, la flessibilità è garantita e operando in questo modo anche i costi di modifica vengono contenuti perché le modifiche sono apportate in corso d’opera senza necessità di grossi stravolgimenti tecnici finali.

Ricapitolando i centri di costo per lo sviluppo di un software sono:

  • Analisi e progettazione dell’architettura iniziale 
  • Progettazione dell’interfaccia grafica
  • Sviluppo
    • applicazione (web: front end e back end) (desktop: solo uno sviluppo) 
    • database 
    • comunicazione/scambio dati con elementi esterni (macchinari, sensori, altri software, computer, etc)
  • Cloud: manutenzione macchine, backup e traffico dati 
  • Testing e rilascio su infrastrutture del cliente 
  • Presenza on-site 

Se vuoi saperne di più consulta la nostra pagina dedicata allo sviluppo software su misura

Vuoi sviluppare un software su misura? Scrivici e iniziamo a progettarlo insieme!

Operiamo a Pistoia, Firenze, Prato, Pisa, Livorno,Bologna, Piacenza, Milano e in tutta Italia

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Industria 4.0 e Iperammortamento 2019 come funziona, quali vantaggi per la tua azienda

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Il termine Industria 4.0 è ormai da qualche tempo al centro della discussione sullo sviluppo e la crescita delle imprese. Con questo termine si intende la rivoluzione in atto, definita anche “quarta rivoluzione industriale”, caratterizzata dall’utilizzo in quantità sempre più ampie di informazioni e di dati attraverso sistemi totalmente digitalizzati e connessi grazie al wireless e sensori sempre più accessibili. Una rivoluzione industriale che parla, quindi, di Internet of things, System Integration, Cloud Computing, Big Data, Robotica, Digitalizzazione e molto altro che le aziende che operano nel settore industriale non possono più sottovalutare poiché ne va del loro sviluppo e del loro restare al passo con i tempi.

Alla fine del 2016 il Ministero dello Sviluppo Economico propose un Piano nazionale Industria 4.0 con l’obiettivo di incentivare le aziende ad affrontare investimenti in tecnologia in modo da accrescere la loro competitività e aumentare la spesa delle aziende in ricerca, innovazione e sviluppo. Ne è seguita la legge attuativa nel 2017 che poi è stata prorogata nel 2018, 2019 e 2020.

Tra le azioni previste dal Piano nazionale Industria 4.0 troviamo azioni di Super e Iper Ammortamento volte a incentivare e supportare le imprese che investono in nuovi beni strumentali, materiali e immateriali, necessari alla trasformazione tecnologica e digitale del processo produttivo. Grazie all’iper ammortamento le aziende potranno così pagare meno IRPEF o IRES grazie ad una “supervalutazione” del costo di acquisto di un bene che va ad abbattere il reddito imponibile su cui si calcolano le imposte.

Supponiamo che il costo sostenuto sia di 20.000€. Grazie all’iper ammortamento il costo

viene maggiorato del 150% e la quota di ammortamento verrà calcolata su 50.000€. Ammonterà quindi a 5000€, contro i 2000€ di aliquota al 10% senza iper ammortamento. Supponendo che l’azienda abbia registrato un volume d’affari di 100.000€ con l’ammortamento normale al 10% avrebbe un reddito imponibile di 98.000€ mentre con l’iper ammortamento deducendo 5000€ il reddito imponibile si abbassa a 95.000€. Il calcolo di IRPEF o IRES sarà, quindi, effettuato su una cifra più bassa andando a diminuire l’ammontare delle tasse dovute.

Ma entriamo nel dettaglio di cosa prevede la Legge di Bilancio 2019 e le relative proroghe che riguardano le aziende che possono sposare il paradigma dell’Industria 4.0.

Due sono sostanzialmente le novità più importanti del 2019 riguardo all’iper ammortamento per le aziende che operano in settori come robotica, meccatronica, Big Data, stampa 3D, nanotecnologie, sviluppo di materiali intelligenti, sicurezza informatica, internet of things.

La prima è che per poter usufruire di tali agevolazioni le aziende devono avere le strutture produttive in Italia. La seconda, invece, prevede nuove percentuali di iper ammortamento sulla base della misura degli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019. L’investimento può essere effettuato anche entro il  31 dicembre 2020 a patto che alla data del 31 dicembre 2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia stato effettuato il pagamento del 20% di acconto.

Queste le nuove percentuali di iper ammortamento 2019:

  • Iper ammortamento del 150% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • Iper ammortamento del 100% per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • Iper ammortamento del 50% per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro;
  • Iper ammortamento dello 0% per gli investimenti sopra i 20 milioni di euro e per chi ha usufruito dell’iper ammortamento al 150% nel 2018;
  • Iper ammortamento del 40% del costo di acquisizione dei beni immateriali (software) e sistemi di gestione per l’e-commerce e servizi digitali elencati nell’Allegato B della Legge di Bilancio 2017.

Nell’Allegato A della medesima Legge di Bilancio sono invece indicati i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0» che rientrano nella campagna di iper ammortamento tra cui:

  • Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti
  • Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità
  • Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0».

In Kiwibit non ti aiutiamo con calcoli di iper ammortamento ma possiamo aiutarti a traghettare la tua impresa verso l’Industria 4.0, a renderla altamente competitiva dal punto di vista tecnologico e digitale. Possiamo aiutarti ad innovare il tuo prodotto, come ad esempio un macchinario industriale, attraverso la digitalizzazione, la progettazione elettronica, la IoT e la Cloud Computing, lo sviluppo software embedeed e su misura personalizzato e la System Integration. Possiamo aiutarti ad automatizzare i processi della tua azienda per renderla più efficiente e competitiva secondo il paradigma dell’Industria 4.0 e sfruttare i vantaggi fiscali come l’iper ammortamento.

Non aspettare ancora tempo, contattaci e raccontaci il tuo problema e la tua necessità di innovazione, progetteremo sulla base delle tue esigenze la miglior soluzione possibile per sfruttare l’opportunità dell’iper ammortamento e soprattutto per non perdere occasioni di crescita e sviluppo.

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Processo Paperless: come risparmiare ore e ore dei tuoi dipendenti e tonnellate di carta

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Hai mai pensato che nella tua azienda venga utilizzata troppa carta di cui si potrebbe fare a meno semplicemente grazie a strumenti tecnologici innovativi? Ti sei mai reso conto di quante ore i tuoi dipendenti passano a fare azioni che potrebbero essere velocizzate grazie a strumenti informatici?

Se la risposta a una delle due domande appena formulate è sì continua a leggere il post perché in pochi minuti ti spiegheremo come possiamo aiutarti a ottimizzare la gestione documentale nei processi della tua azienda facendoti risparmiare tempo e risorse.

Adottare un processo paperless per la tua azienda significa eliminare la carta superflua dalle scrivanie o dai tavoli di lavoro dei tuoi dipendenti.

Significa rispondere in modo concreto all’informatizzazione dei processi aziendali e modificare metodi di lavoro ancorati a moduli, modelli, carta e scartoffie.

Procedure che non solo hanno un impatto ambientale ma che senza dubbio a lungo andare generano problemi in termini di spazio di archiviazione e costi logistici, rapidità di accesso alle informazioni e condivisione dei documenti.

Un esempio chiarirà subito le potenzialità dell’attivazione di un processo paperless all’interno della vostra azienda. Prendiamo come caso pratico un’impresa che ogni anno esegue 300.000 riparazioni su macchinari industriali.

Supponiamo che per ognuna di queste riparazioni l’operatore debba stampare una check-list con le azioni da eseguire e da spuntare a mano ogni volta che il lavoro va avanti.

Lo stesso operatore, terminata la riparazione, dovrà poi riportare su un pc in sede, poiché la piattaforma di gestione non è responsive, ovvero non è consultabile da un tablet o uno smartphone, i dati riportati sulla check-list cartacea.

Supponendo che per fare quest’ultima operazione impieghi 1 minuto, significa che, ogni anno, i vostri dipendenti passano 300.000 minuti a copiare dati su un terminale informatico.

300.000 minuti che potrebbero essere risparmiati ai vostri dipendenti se potessero inserire i dati relativi alla check-list direttamente su un software responsive in grado di poter essere gestito da qualsiasi dispositivo connesso in rete.

300.000 minuti che corrispondono al lavoro di circa tre persone a tempo pieno.

Se consideriamo che ognuna di queste check-list è stampata su un foglio A4 che pesa 4,99 grammi che al termine dell’operazione viene gettato, potrete annoverare tra i vostri risparmi quello di 1,5 tonnellate di carta all’anno.

Una semplice scelta che avrà un fortissimo impatto ecologico sulla vostra azienda e sull’ambiente e che porta vantaggi anche in termini di costi e efficienza.

Primo fra tutti quello dell’acquisto di oltre una tonnellata di carta l’anno e il conseguente costo dello smaltimento dei rifiuti generati. Un piccolo e importante passo che genera un grande valore per la vostra azienda.

In Kiwibit, grazie al lavoro del nostro qualificato team di ingegneri informatici e elettronici, siamo in grado di studiare le esigenze del tuo processo aziendale e individuare la soluzione migliore per ottimizzare i flussi documentali e creare valore reale in termini di risparmio di ore/uomo e soprattutto di risorse come la carta che oltre al dispendio in termini economici  hanno anche un forte impatto ambientale.

Attraverso i nostri servizi di system integration e sviluppo software su misura saremo in grado di snellire i tuoi processi, ottimizzarli e renderli più efficienti, rendendo così la gestione documentale dei processi della tua azienda paperless e quindi anche con minore impatto ambientale.

 

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Industria 4.0 e macchinari industriali: il processo di innovazione di prodotto per le PMI manifatturiere

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L’industria 4.0 non è solo un trend ma è un paradigma che può essere applicato concretamente a tutte le PMI italiane produttrici di macchinari industriali che vogliono rispondere in modo efficace alle attuali esigenze di mercato.

Esistono aziende che hanno sviluppato prodotti consolidati e che si sono affermate come leader del proprio settore. Per mantenere la propria leadership e la propria quota di mercato è necessario evolvere e innovare continuamente il proprio prodotto. Il mercato richiede infatti costantemente macchine evolute, al passo coi tempi e con le esigenze dell’attuale industria.

Se da una parte l’innovazione può essere intrapresa dal punto di vista della meccanica del prodotto, dall’altra, quando si parla di innovazione in ottica Industria 4.0, si fa riferimento a prodotti digitalizzati, connessi, in grado di acquisire dati sullo stato di funzionamento e supportati da strumenti informatici dotati di capacità predittiva e di adattabilità, ovvero in grado di prevedere in anticipo malfunzionamenti o fermi macchina e di prendere decisioni in modo autonomo al fine di prevenire o limitare tali eventi.

In Kiwibit ci occupiamo esattamente di traghettare i prodotti delle PMI attraverso le sfide dell’Industria 4.0; attraverso, quindi, una serie di step evolutivi, riconducibili alla Scala Acatech, che fanno guadagnare alle aziende una maggiore efficienza sia in termini di miglioramento delle prestazioni di prodotto che di qualità del servizio offerto ai propri clienti.

  • La digitalizzazione (Informatizzazione)

Il primo passo è quello di digitalizzare il prodotto, rendendolo in grado di fornire i dati digitali che possono essere analizzati nelle fasi successive del processo. Ciò viene fatto attraverso l’introduzione di schede elettroniche e sensori che, oltre ad acquisire i dati significativi del macchinario, rendono l’interfaccia uomo-macchina (HMI) più evoluta ed intuitiva. Schede elettroniche che in Kiwibit siamo sia capaci di progettare attraverso la nostra competenza nella Progettazione Elettronica sia in grado di scegliere sul mercato qualora non ci sia l’esigenza di progettarle da zero per poi programmarle grazie alla nostra esperienza nello Sviluppo Software Embedded. Con l’introduzione di una scheda elettronica di questo tipo a bordo di un macchinario è possibile ottenere numerosi vantaggi tra i quali: maggiori ergonomia, funzionalità, flessibilità e soprattutto maggiori informazioni per l’operatore che lo gestisce garantendo un aumento di produttività.

  • La connettività

Il secondo passo è quello di dotare di connettività remota i macchinari. La scelta iniziale dell’hardware è fatta sempre in questa ottica, e vengono previsti moduli di connessione wired o wireless come Ethernet piuttosto che Wi-Fi o Bluetooth, per citare solo alcuni esempi. Il processo di innovazione in questo step è costituito dalla raccolta dei dati Machine to Machine (M2M) dai macchinari potenzialmente venduti in tutto il mondo, dati che sono fatti confluire in modo centralizzato su un server remoto in cloud  (Cloud Computing) o su server locale in azienda del cliente.

  • La visibilità e trasparenza

Sulla scala Acatech il terzo e quarto step del processo di Industria 4.0 riguardano la visibilità e la trasparenza dei dati acquisiti sui macchinari tramite le schede elettroniche e trasmessi ai server remoti. Questi due step si traducono nella realizzazione di applicazioni web tipo cruscotti o dashboard che permettono di tradurre i dati in informazioni intuitive e comprensibili per tutti gli stakeholder del processo, interfacce uomo-macchina che sappiamo realizzare grazie alla nostra competenza nello Sviluppo Software su misura. Abbinandolo poi alla nostra esperienza nella System Integration in Kiwibit siamo in grado di integrare la nuova applicazione web nel sistema informativo dell’azienda ottimizzando la digitalizzazione dell’intero processo. Ad esempio, potremo fare in modo che, la segnalazione di un pezzo da sostituire su un macchinario venduto ad un cliente possa essere integrata con le informazioni recuperate dal gestionale di magazzino utilizzato in azienda per dare automaticamente risposta al cliente tramite il software sui tempi di sostituzione del pezzo. I vantaggi di questo approccio sono innumerevoli ed applicabili ai processi di R&D, manutenzione, vendita di ricambi e servizi di assistenza remota.

  • La capacità predittiva

Il passaggio successivo è quello di elaborare tutta questa enorme mole di dati utilizzando algoritmi  di analisi e previsione. Grazie all’AI e al Machine Learning è quindi possibile creare sistemi di alert, configurare processi di manutenzione predittiva e  prevenzione guasti che possiedono i grandi vantaggi di aumentare la sicurezza e di ridurre le ore di fermo macchina. Per riprendere l’esempio di prima, il vantaggio di questa fase risiede nella possibilità di prevedere, sulla base dei dati provenienti da tutti i macchinari venduti nel mondo, quale pezzo si stia per rompere e  provvedere a sostituirlo prima che si creino danni maggiori sul macchinario evitando così un’interruzione del lavoro più lunga e quindi più onerosa in termini di perdita di produttività.

  • L’adattabilità

L’ultimo step riguarda l’adattabilità del prodotto con l’introduzione della capacità per il macchinario di prendere decisioni autonome (es. guida autonoma e/o robotizzata). A questo livello non è più necessario l’intervento umano per il mantenimento del buon funzionamento della macchina  con l’immenso vantaggio che le risorse umane possono essere dedicate ad occupazioni a più alto valore aggiunto e che eventuali interventi di ripristino avvengono in tempi estremamente ridotti.

Analizzando questi step è facile capire come i vantaggi che le PMI possono trarre dall’innovazione del proprio prodotto sul paradigma industria 4.0 siano enormi e soprattutto siano applicabili a macchine di qualsiasi ambito produttivo, sia esso un macchinario per il trattamento delle superfici industriali, una fresatrice per la costruzione di stampi di acciaio o una macchina per la rigenerazione delle fibre tessili da tessuti usati, solo per citare alcuni esempi che abbiamo trattato. Benefici in termini di produttività, sicurezza e profitto da cui non è più possibile prescindere.

Non ultimo, l’altro grande vantaggio che può essere tratto dal processo di digitalizzazione dei propri prodotti in ottica Industria 4.0 è quello commerciale: si può affiancare alla vendita del solo macchinario quella di un pacchetto di assistenza e manutenzione post-vendita 4.0 basato sul monitoraggio remoto, introducendo così una nuova strategia win-win da cui sia il produttore che il cliente traggono benefici: un’offerta commerciale più ampia per il primo, un prodotto più evoluto ed efficiente con un’assistenza post-vendita migliore per il secondo.

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