I vantaggi della manutenzione predittiva per le macchine utensili

I vantaggi della manutenzione predittiva per le macchine utensili

La manutenzione predittiva è il quinto dei sei livelli del percorso di innovazione previsti dal processo di digitalizzazione dell’industria 4.0. 

Si tratta di un processo virtuoso che permette di anticipare il verificarsi di determinati eventi prestabiliti sul funzionamento dei macchinari industriali. A differenza di una manutenzione preventiva come ad esempio il tagliando di un auto per la quale sappiamo che dopo un determinato lasso di tempo di utilizzo del veicolo o di chilometri percorsi sono necessari una serie di interventi, la manutenzione predittiva attraverso l’analisi di dati raccolti sul campo permette di capire in anticipo ad esempio quando un determinato pezzo di un macchinario si romperà. L’intervento per la sostituzione del pezzo potrà essere programmato con precisione evitando di farlo in situazione di emergenza, quindi in brevissimo tempo per cercare di contenere danni ai processi di produzione, di stoccaggio, etc. 

Il primo passo per poter avviare un processo di manutenzione predittiva su dei macchinari è la raccolta dei KPI, ovvero gli indicatori chiave di performance e dello stato di bontà del funzionamento del macchinario.

Grazie alla lettura e interpretazione di questi dati è possibile prevedere in anticipo la rottura del macchinario o di una sua parte intervenendo in anticipo senza fermare il lavoro e  pianificando per tempo l’approvvigionamento di tutti i pezzi di ricambio e il reperimento del personale necessario ad effettuare la riparazione.

VANTAGGI della MANUTENZIONE PREDITTIVA 

Prendiamo come esempio un’azienda che fornisce macchinari di refrigerazione per gli ospedali e che ne ha in appalto la loro gestione. Se uno di questi si rompe deve essere garantito un intervento risolutivo in brevissimo tempo  e questo comporta che il personale di questa azienda lavori sempre in emergenza. Per un’azienda del genere poter mettere in piedi un meccanismo virtuoso che sia in grado di prevedere in anticipo il sopraggiungere di un guasto su uno dei loro macchinari in gestione garantisce una serie di vantaggi come: 

  • la programmazione della manutenzione 
  • intervento prima della rottura con contenimento di danni 
  • garanzia di un servizio più efficiente 
  • livelli di stress inferiori dei propri addetti che non sono più costretti a lavorare costantemente in emergenza

FASI di ELABORAZIONE della MANUTENZIONE PREDITTIVA

Per consentire di sviluppare un processo virtuoso di manutenzione predittiva in modo da programmare i fermi macchina nei tempi convenienti per la produzione o gli interventi di manutenzione in modo da non interrompere il servizio è necessaria un’accurata pianificazione e studio iniziale che prevede un’importante fase di informatizzazione e raccolta dati sul macchinario (fase 1 del processo di digitalizzazione Industria 4.0). 

Tornando al nostro esempio sui refrigeratori per ospedali i KPI potranno essere parametri come la temperatura ed umidità interna del frigo, gli spunti di assorbimento di corrente del compressore che attiva il ciclo di refrigerazione, l’apertura e chiusura dello sportello. Per poter raccogliere questi dati sarà necessario installare sul macchinario sonde e sensori adatti a tale scopo. 

Raccolti tali dati, attraverso una centralina a microcontrollore potranno essere inviati a una postazione remota utilizzando una connessione in rete verso un server centrale in cloud (connettività – fase 2 del processo di digitalizzazione Industria 4.0). 

Su tale server sarà presente un software che leggerà i dati e li potrà mostrare ai vari stakeholder, come ad esempio il personale tecnico dell’azienda, che sarà in grado di individuare le variazioni nel tempo dei segnali, quindi i trend, che portano inevitabilmente al verificarsi del guasto del macchinario (visibilità e trasparenza – fase 3 e 4 del processo di digitalizzazione Industria 4.0). 

Attraverso l’analisi e definizione di questi trend dei segnali dei KPI sarà possibile sviluppare degli algoritmi nel software in grado di individuare in modo automatico i trend ed allertare attraverso pop-up o notifiche via mail gli stakeholder in anticipo sul verificarsi dei guasti, permettendo loro di organizzare tutti quei meccanismi di manutenzione predittiva che altro non sono che la fase 5 del processo di digitalizzazione Industria 4.0. 

In Kiwibit grazie alle nostre competenze elettroniche e informatiche siamo in grado di seguire questi processi in ogni singola fase fino all’ingegnerizzazione del prodotto collaborando con le aziende per affrontare al meglio le sfide dell’industria 4.0, sfide che al giorno d’oggi risulta sempre più necessario affrontare per poter offrire un prodotto e/o un servizio evoluto ed efficiente. 

 

Vuoi realizzare un progetto di manutenzione predittiva?

Raccontaci la tua idea, troveremo la soluzione più adatta alle tue esigenze!

Gli strumenti del mestiere: le parole dell’innovazione che caratterizzano il nostro lavoro

Gli strumenti del mestiere: le parole dell’innovazione che caratterizzano il nostro lavoro

agile - gli strumenti del nostro mestiere

Agile

Agile è una filosofia organizzativa, applicata in particolare alle aziende di sviluppo software, pensata per rendere il processo di realizzazione di un progetto, specie se corposo, più snello e capace di adattarsi a cambiamenti di requisiti in corsa, rispondendo ad esigenze di business in costante mutamento.

La parola Agile viene utilizzata per la prima volta nel 2001 con la pubblicazione del Manifesto per lo Sviluppo Agile del Software, e fa da cappello ad una serie di metodologie di gestione del lavoro tra cui la più conosciuta è Scrum.

I concetti su cui si basano le metodologie Agile sono:

  • Processo iterativo-incrementale: il lavoro viene suddiviso in azioni completabili entro un certo periodo di tempo denominato sprint, al termine del quale viene rilasciata una versione al cliente che può testare la nuova funzionalità implementata.
  • Persone al centro: la collaborazione fra le persone coinvolte nel progetto è fondamentale, sia all’interno del team che con il cliente il quale viene costantemente aggiornato sullo stato di avanzamento e coinvolto nei test delle versioni incrementali rilasciate.
  • Misurazione dei progressi: grazie alla suddivisione in step validabili, il processo viene monitorato sia in termini di effort che in termini di risultato.
  • Facilitazione dei processi di sviluppo: vengono adottati strumenti per rendere l’avanzamento e la misura delle performance trasparenti a tutti i partecipanti, in modo da favorire il confronto, la flessibilità e l’autonomia decisionale. Vengono inoltre automatizzate il più possibile le attività collaterali, quali, ad esempio, le operazioni di rilascio del software.

Come può essere utile per la tua azienda?

Affidando i tuoi progetti ad un’azienda come Kiwibit che utilizza questo approccio potrai verificare in corsa quello che viene prodotto e renderti conto via via del risultato, in modo da apportare agilmente eventuali modifiche senza dover attendere il termine dello sviluppo,  abbattendo i costi di produzione ed evitando effort inutili. Inoltre verrai aiutato ad individuare il Minimum Viable Product per avere un feedback nel minor tempo possibile.

sviluppo_agile_kiwibit

angular

Angular

Aungular è un framework open source per realizzare applicazioni web dinamiche come ad esempio SPA e web app. Angular offre la possibilità di utilizzare l’HTML come linguaggio template ma allo stesso tempo di estenderne la sintassi per esprimere le componenti di un’applicazione in modo chiaro e sintetico. Sviluppato principalmente dai programmatori di Google è stato rilasciato la prima volta nel settembre 2016 ed l’evoluzione di AngularJS.

Come lo utilizziamo in Kiwibit?

In Kiwibit lo utilizziamo per la maggior parte delle web application che sviluppiamo per i nostri clienti. Come nella recente applicazione web sviluppata per la gestione dei flussi di lavoro relativi alla formazione, indirizzario e progetti di ANCI Toscana

assesment

Assessment

La traduzione in italiano della parola “assessment” è “valutazione”.
In ambito Industria 4.0 con assessment si intende quello step iniziale che permette di misurare il grado di digitalizzazione di un’impresa e di individuare misure concrete per aiutarla a massimizzare i vantaggi economici derivanti dalla trasformazione in ottica digitale del business, dei processi, dell’organizzazione, dei prodotti, della supply chain e, soprattutto, della cultura aziendale.
Si svolge in uno o più incontri durante i quali vengono intervistati responsabili delle funzioni aziendali presenti e in cui si approfondiscono le modalità di lavoro dell’azienda stessa ed i servizi e prodotti che l’azienda offre al fine di individuare possibili strade di evoluzione.

Come può essere utile per la tua azienda?
Lo sguardo esterno di una persona con competenze in ambito tecnologico può aiutare l’azienda, attraverso una “spinta gentile”, a stimolare un dibattito interno e a costruire insieme un percorso verso la trasformazione digitale, ad aprire nuovi orizzonti partendo dalle risorse e competenze che l’azienda possiede.

Con i nuovi clienti che vogliono iniziare il loro percorso di trasformazione digitale in Kiwibit ci piace partire da qui.

Contattaci se vuoi saperne di più.

 

aws

AWS

AWS ovvero Amazon Web Services è una piattaforma cloud completa e tra le più utilizzate al mondo che offre servizi di elaborazione, storage di database, distribuzione di contenuti e altre funzionalità, utili per lo sviluppo di applicazioni in modo scalabile, flessibile e affidabile.

Sfruttando i vantaggi del cloud computing (link a parola), AWS offre una molteplicità di servizi utili nei più svariati settori aziendali come soluzioni per: l’archiviazione, il Backup e ripristino, la Blockchain, le Applicazioni aziendali, di distribuzione di contenuti, di data lake e analisi, e-commerce, Edge Computing, Sviluppo di front-end Web e di dispositivi mobili, High Performance Computing, Architetture cloud ibride, Internet of Things, Machine Learning, Lavoro da remoto, Elaborazione di dati scientifici, Elaborazione serverless, Siti Web, etc…

Come utilizziamo AWS in Kiwibit?
In Kiwibit abbiamo utilizzato AWS per molti progetti tra cui “Casa Sicura” progetto a supporto dell’attività di volontariato dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in cui abbiamo sviluppato un’architettura del SaaS basata su AWS per fornire ai volontari una piattaforma di controllo e organizzazione del centro visite.

 

assesment

Assessment

La traduzione in italiano della parola “assessment” è “valutazione”.
In ambito Industria 4.0 con assessment si intende quello step iniziale che permette di misurare il grado di digitalizzazione di un’impresa e di individuare misure concrete per aiutarla a massimizzare i vantaggi economici derivanti dalla trasformazione in ottica digitale del business, dei processi, dell’organizzazione, dei prodotti, della supply chain e, soprattutto, della cultura aziendale.
Si svolge in uno o più incontri durante i quali vengono intervistati responsabili delle funzioni aziendali presenti e in cui si approfondiscono le modalità di lavoro dell’azienda stessa ed i servizi e prodotti che l’azienda offre al fine di individuare possibili strade di evoluzione.

Come può essere utile per la tua azienda?
Lo sguardo esterno di una persona con competenze in ambito tecnologico può aiutare l’azienda, attraverso una “spinta gentile”, a stimolare un dibattito interno e a costruire insieme un percorso verso la trasformazione digitale, ad aprire nuovi orizzonti partendo dalle risorse e competenze che l’azienda possiede.

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heroku

Heroku

Heroku è una piattaforma cloud che permette alle aziende di creare, fornire, monitorare e scalare app. Rende i processi di implementazione, configurazione, ridimensionamento, ottimizzazione e gestione delle app il più semplici e diretti possibile. Heroku fornisce, inoltre, un database-as-a-service sicuro e scalabile e oltre 200 componenti aggiuntivi con cui estendere istantaneamente le applicazioni.

Come può essere utile per la tua azienda?
In Kiwibit utilizziamo Heroku quando abbiamo bisogno di configurare l’architettura delle nostre applicazioni web in modo scalabile come nel caso dell’applicazione web dedicata per la gestione dei flussi di lavoro per Anci Toscana. 

indagine-competitiva

Indagine competitiva

La Patent Competitive Intelligence è un modello di analisi basata sullo studio dei brevetti esistenti riguardo ad un dato argomento o ad esso correlati, che permette di rispondere a una serie di domande per definire al meglio il proprio prodotto:
Dove sono? Che cosa c’è già nel mio settore? Che cosa ci sarà? Dove voglio andare? Ha senso la direzione di R&S che voglio intraprendere? Avrò un mercato?

Come può essere utile per la tua azienda?
Condurre un’analisi di questo tipo permette di capire cosa sta facendo la concorrenza, monitorare il trend tecnologico nel settore di riferimento e, perché no, anche di individuare potenziali partnership.
In questo modo puoi verificare che la strategia di ricerca e sviluppo di medio-lungo termine della tua azienda sia coerente ed adeguata per il mercato del prossimo futuro.

In Kiwibit ci avvaliamo di una partnership consolidata con professionisti esperti in questa materia e, se necessario, a valle dell’assesment iniziale, consigliamo un approfondimento di questo tipo.

j2ee

J2EE

J2EE ovvero Java Platform Enterprise Edition e che spesso è identificato semplicemente con Java EE. Java è un linguaggio di programmazione sviluppato da Sun Microsystems che consente la comunicazione multipiattaforma tra più tipi di dispositivi.
Nella versione J2EE, ovvero Enterprise, si ha una particolare attenzione alla risoluzione dei problemi di un’azienda come la comunicazione, il salvataggio e la sicronizzazione sicura dei dati, ma anche sul loro recupero o modifica. Sistemi inoltre che forniscono importanti caratteristiche richieste dalle applicazioni enterprise come: scalabilità, sicurezza, persistenza dei dati e tanto altro.

Come utilizziamo J2EE in Kiwibit?
J2EE è lo stack di riferimento per la realizzazione di tutte le nostre web application più importanti. Lo abbiamo utilizzato nel caso della webapp sviluppata per Anci Toscana o quella per il Consorzio Autoscuole Pratesi.

mems

MEMS

La sigla MEMS sta per Micro Electro-Mechanical Systems ovvero microsistemi elettromeccanici.
Con questa tecnologia rivoluzionaria si sono portati i componenti meccanici ad una dimensione simile a quella dei componenti elettronici, rendendone possibile l’integrazione a bordo dello stesso chip di silicio in spazi ridottissimi.

In questo modo si possono realizzare microsensori per la rilevazione di diverse grandezze (meccaniche, fluidodinamiche, termiche, chimiche, biologiche, ottiche, magnetiche) e la parte elettronica, che costituisce l’intelligenza del dispositivo, raccoglie e processa le informazioni da essi provenienti per poi trasmetterle ad altri sistemi o comandare degli attuatori i quali potrebbero essere a loro volta miniaturizzati a bordo dello stesso circuito.

In tecnologia MEMS troviamo accelerometri, giroscopi, microfoni, sensori ambientali (temperatura, umidità, pressione, gas), sensori di PH e di potenziale cellulare,  sensori di flusso, sensori ottici di immagine, tutti di dimensioni minuscole e a basso costo.

Come può essere utile per la tua azienda?
In ambito industriale, ad esempio, gli accelerometri MEMS possono essere utilizzati per il monitoraggio delle vibrazioni di alberi, motori, cuscinetti, cinghie ed ingranaggi, al fine di rilevare oscillazioni anomale prima che il macchinario si rompa: ciò è alla base della manutenzione predittiva.

In Kiwibit li abbiamo utilizzati nella realizzazione di un inclinometro in ambito automotive.

mokeup-interattivo

Mockup interattivo

Nel processo di progettazione di un’interfaccia ci sono vari metodi di rappresentazione che consentono di dare un’anteprima visiva al cliente di quello che sarà il risultato dello sviluppo:

 – Wireframe: bozza, disegnata anche a matita su carta, o comunque con una rappresentazione semplice, spesso in bianco e nero, che schematizza la disposizione degli elementi all’interno della vista.

 – Mockup: rispetto al wireframe questa preview è arricchita dei dettagli grafici per avere una rappresentazione fedele di come sarà l’applicazione attraverso una serie di immagini statiche.

 – Mockup interattivo (o Prototipo): a questo livello le immagini non sono statiche ma sono interattive. Questo tipo di rappresentazione permette di avere un’idea dell’usabilità (UX) dell’applicazione in quanto è possibile navigare fra le pagine, cliccare pulsanti, etc…, testando la facilità di utilizzo della stessa su un set di funzioni base.

 

Come può essere utile per la tua azienda?
Avere un’anteprima fedele dell’interfaccia prima che venga sviluppata ti permette di capire dall’inizio se la direzione è giusta e di aggiustare eventualmente il tiro per avere la certezza di essere soddisfatto del risultato finale.

In questo progetto in cui abbiamo realizzato un’interfaccia su Raspberry abbiamo fornito al cliente dei mockup interattivi per testarne il Look & Feel

mvp

MVP

Nello sviluppo di un prodotto innovativo, il Minimum Viable Product, in italiano prodotto minimo funzionante, è una prima versione del prodotto che viene rilasciata e che possiede le caratteristiche minime necessarie a renderla funzionante e testabile.
Individuare e realizzare il Minimum Viable Product serve per arrivare a raccogliere il feedback degli utenti nel modo più veloce ed economico possibile. In base all’esito dei test sul prodotto minimo funzionante si può poi decidere se continuare o meno ad investire e a migliorarlo gradualmente aggiungendo via via nuove funzionalità.

Come può essere utile per la tua azienda?
Nello sviluppo di un nuovo prodotto questo tipo di approccio consente di fare un pianificazione degli investimenti graduale a step di sviluppo incrementali, con la garanzia di avere fin dalla prima versione qualcosa di funzionante.

Nella progettazione di una nuova interfaccia digitale per un macchinario di lavorazione delle pavimentazioni industriali abbiamo adottato questa filosofia, scegliendo una piattaforma già predisposta per le implementazioni successive in ottica Industria 4.0.

postgresql

PostgreSQL

PostgreSQL è un sistema di database relazionale a oggetti open source che utilizza ed estende il linguaggio SQL combinato con molte funzionalità che archiviano e scalano in modo sicuro i carichi di lavoro di dati più complicati. PostgreSQL nasce nel 1986 come parte del progetto POSTGRES dell’Università della California a Berkeley. Oggi quindi conta più di 30 anni di sviluppo attivo sulla piattaforma principale che ne garantisce affidabilità, robustezza delle funzionalità e prestazioni.

Come utilizziamo PostgreSQL in Kiwibit?
In Kiwibit abbiamo utilizzato il sistema di database PostreSQL per molti progetti tra cui il software su misura per gestire più facilmente i processi di lavoro di un consorzio di autoscuole, oppure per l’applicazione web dedicata per la gestione dei flussi di lavoro di Anci Toscana.

QT

QT

In programmazione informatica Qt è un framework, una libreria multipiattaforma, per lo sviluppo di programmi con interfaccia grafica tramite l’uso di widget. Nato negli anni ’90 da due programmatori finlandesi Haavard Nord e Eirik Chambe-Eng è basato sul linguaggio C++ e l’innovazione di alcuni elementi nella sua architettura di base lo hanno resto un framework longevo e molto utilizzato in svariati settori dell’industria. A tutt’oggi Qt è uno degli strumenti da tenere in considerazione per la creazione di applicazioni complesse, potenti e multipiattaforma.

Perchè lo utilizziamo in Kiwibit?

Ormai da diversi anni abbiamo scelto le librerie QT come standard di sviluppo UI dei nostri progetti software su piattaforma Linux embedded. E’ lo strumento ideale per questo contesto e ci ha permesso di portare a termine progetti molto complessi su piattaforme hardware con risorse limitate.

Vuoi saperne di più di come utilizziamo QT? Ne abbiamo parlato sia nei due business case del nostro cliente Project Engineering che in quello del cliente Trimmer ed in questo articolo tecnico del nostro blog al fianco di Yocto, un altro strumento del mestiere di cui vi parleremo presto! 

raspberryPI

RASPBERRYPI

Raspberry Pi nasce come progetto di sviluppo didattico che mira a mettere la potenza dell’informatica e della creazione digitale nelle mani di persone di tutto il mondo. Nato nel Regno Unito dalla Raspberry Pi Foundation, un ente di beneficienza, che coinvolge milioni di giovani nell’apprendimento delle competenze informatiche e di programmazione tra tutte le fasce d’età. Il termine “Pi” nel nome sta, infatti, per Python, ovvero un linguaggio di programmazione ad alto livello orientato agli oggetti. Grazie alle alte prestazioni e al basso costo del computer a scheda singola e il software gratuito il progetto della fondazione rende davvero accessibile a tutti lo sviluppo informatico e la creazione digitale supportata da una community molto attiva e prolifica.

Sostanzialmente, infatti, Raspberry Pi è un mini computer, poco più grande di una carta di credito la cui scheda può essere collegata ad un monitor e svolgere molti dei compiti per i quali oggi utilizziamo un normale computer.

Nel corso degli anni Raspberry Pi è riuscito a ritagliarsi uno spazio anche nel mondo delle applicazioni industriali per il settore manifatturiero. Entro certi limiti e condizioni ambientali di lavoro non troppo critiche si adatta infatti perfettamente ad essere impiegato in ambiente industriale.

Come può essere utile per la tua azienda?
In Kiwibit abbiamo utilizzato Raspberry Pi in uno dei progetti più di successo degli ultimi anni, ovvero Smart Pallet in cui abbiamo creato una postazione integrata per la gestione e tracciabilità di schede elettroniche durante il processo di riparazione

 

users stories

User Stories

Per assicurare che tra la produzione dei documenti di specifica e il deployment del prodotto finito il Committente disponga di un adeguato numero di punti di verifica e di controllo, in modo che eventuali divergenze dalle specifiche possano essere individuate con tempestività, le azioni necessarie alla realizzazione del prodotto vengono suddivise in User Stories, ovvero in descrizioni di funzionalità visibili e verificabili dall’utente finale.
E’ importante che ogni singola User Story sia corredata di uno o più Test di Accettazione realizzati dal committente e condivisi con il fornitore e che le User Stories vengano approvate prima dell’inizio degli sviluppi.

Come può essere utile per la tua azienda?

Lavorare con un fornitore che adotta questo metodo consente di tenere sotto controllo lo sviluppo del lavoro in modo da poter apportare modifiche in corsa. È quindi utile soprattutto per lavori di lunga durata.

 

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Transizione industria 4.0: incentivi statali fino al 2022 secondo la nuova legge di bilancio 2021

L’obiettivo del Piano nazionale Transizione 4.0  (ex Industria 4.0 e Impresa 4.0), rafforzato dalla Manovra 2021 con circa 24 miliardi di Euro agganciati al Recovery plan, è favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale, rilanciando il ciclo di investimenti privati penalizzato dall’emergenza legata al COVID-19

Tutti insieme siamo chiamati a una grande sfida di responsabilità nella selezione dei progetti, che devono essere valutati nella loro capacità di rilanciare in modo strutturale la crescita e l’occupazione di questo Paese, di ricucirne le fratture territoriali e sociali, di renderlo più innovativo, più forte e più giusto. Si tratta di un’occasione unica e irripetibile, non solo per superare le conseguenze della pandemia, ma anche per migliorare e rilanciare il nostro Paese e renderlo protagonista delle sfide del futuro” dichiara il Ministro dell’economia e delle finanze Gualtieri.

La Manovra 2021 proroga fino al 31 dicembre 2022 le misure cardine del Piano Transizione 4.0.

Ecco alcune novità relative al credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, bonus ricerca e sviluppo, credito d’imposta formazione 4.0.

Beni materiali e immateriali non 4.0

L’aliquota di ammortamento viene portata al 10%, con un massimale di 2 milioni di euro per i beni materiali. 

Il credito d’imposta associato ad investimenti effettuati nel 2021 in strumenti e dispositivi tecnologici finalizzati all’implementazione del lavoro agile è del 15%, nel 2022 l’aliquota di ammortamento passa invece al 6%. 

In relazione ai beni immateriali non 4.0, è previsto un ammortamento con aliquota del 10% e un massimale di 1 milione di euro per tutto il 2021, dal 2022 e fino a giugno 2023 l’aliquota è invece del 6%.

Beni Materiali 4.0

Gli scaglioni previsti per gli investimenti in beni materiali 4.0 (indicati nell’allegato A alla legge n. 232-2016) sono rispettivamente:

  • 2,5 milioni di Euro con aliquota al 50% nel 2021 e al 40% nel 2022; 
  • dai 2,5 milioni ai 10 milioni di Euro con aliquota del 30% nel 2021, e al 20% nel 2022; 
  • dai 10 ai 20 milioni di Euro con aliquota, del 10% nel 2021 e nel 2022. 

Beni immateriali 4.0

Il credito d’imposta associato ai beni immateriali 4.0 (inclusi software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni), per l’intero biennio di proroga del piano, si eleva al 20%, con un massimale che passa da 700 mila Euro a 1 milione di Euro. L’aliquota è prevista per tutto il biennio 2021-2022.

Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni immateriali 4.0 mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Green

  • Ricerca & Sviluppo: previsto un incremento dal 12% al 20% con un massimale da 3 milioni a 4 milioni di Euro;
  • Innovazione tecnologica: previsto incremento dal 6% al 10% con un massimale da 1,5 milioni a 2 milioni di Euro;
  • Innovazione green e digitale: previsto incremento dal 10% al 15% con un massimale da 1,5 milioni a 2 milioni di Euro;
  • Design e ideazione estetica: previsto incremento dal 6% al 10% con un massimale da 1,5 milioni a 2 milioni di Euro.

Credito Formazione 4.0

Estensione del credito di imposta alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti per il biennio 2021-2022 nella seguente misura: 

  • 50% per le piccole imprese, con un tetto massimo di 300.000 euro per azienda;
  • 40% per le medie imprese, con un tetto massimo di 250.000 euro per azienda;
  • 30% per le grandi imprese, con un tetto massimo di 250.000 euro per azienda.

La misura del credito d’imposta, rispettando il tetto massimo annuale per azienda, arriva al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione appartengano alle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, definite dal decreto ministeriale del 17 ottobre 2017.

Soggetti Beneficiari

I nuovi crediti d’imposta spettano alle imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022.

È stata prevista una proroga di sei mesi, quindi entro giugno 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia stato pagato un acconto in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. 

Soggetti Esclusi

I crediti d’imposta, come riportato nella Legge di Bilancio 2021, articolo 185 (comma 2), non spettano alle imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o sottoposte ad altra procedura concorsuale o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.

Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la spettanza dell’agevolazione in esame è subordinata al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dei lavoratori.

Le agevolazioni previste dal Piano Transizione 4.0 rappresentano una grande occasione per tutte quelle imprese che desiderano perseguire un processo di trasformazione tecnologica e digitale.

Scopri cosa possiamo fare per aiutare piccole, medie e grandi aziende che scelgono lo sviluppo tecnologico e la trasformazione digitale come asse di crescita per la propria realtà verso il paradigma dell’industria 4.0.

Kiwibit è l’alleato che ti accompagna lungo tutto il percorso di digitalizzazione verso l’Industria 4.0 attraverso soluzioni di avanguardia e consulenze su misura.

Valutiamo il livello di digitalizzazione della tua azienda e individuiamo le azioni da intraprendere per portarla nell’Industria 4.0 quali, ad esempio, condividere dati tra software, introdurre sensori su macchinari, realizzare nuove interfacce uomo-macchina, sviluppare software su misura.

Il nostro modo di operare è basato sulle metodologie Agile. Attraverso punti di verifica e rilasci incrementali aggiorniamo il cliente sullo stato di avanzamento per tenere allineato il processo di sviluppo con gli obiettivi finali.

Non perdere tempo e richiedici subito una valutazione del livello di digitalizzazione della tua azienda.

Sfrutta l’enorme potenzialità della tecnologia e trasformala in valore per la tua azienda, noi di Kiwibit ti affiancheremo durante tutti i processi traghettando il tuo sistema produttivo verso la Quarta Rivoluzione Industriale.

Le parole chiave dell’innovazione: ecco come l’industria 4.0 rivoluzionerà la produzione nei prossimi anni

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Acatech

Acatech è l’Accademia tedesca delle scienze e dell’ingegneria fondata il 1 ° gennaio 2008 e che rappresenta gli interessi delle scienze tecniche tedesche in modo indipendente in patria e all’estero, equivalente al nostro CNR.
Essa fornisce valutazioni neutrali, basate sui fatti e sulla scienza alle domande relative alla tecnologia e mira a facilitare il trasferimento delle conoscenze tra scienza e impresa e per promuovere lo sviluppo della tecnologia nell’industria.
A tal riguardo ha elaborato un modello per aiutare le imprese manifatturiere a misurare il proprio livello di maturità nei confronti del paradigma Industria 4.0 e costruire il proprio percorso per diventare un’azienda “agile” ed ottenere i vantaggi economici derivanti dalla digitalizzazione.

Come può essere utile per la tua azienda?
Avere consapevolezza del proprio livello di maturità digitale è il primo passo per orientare sia l’innovazione dei propri prodotti che quella dei propri processi.

Attraverso una consulenza mirata possiamo aiutarti ad iniziare questo percorso.

Additive Manufacturing

Le tecniche tradizionali per la realizzazione di un qualsiasi oggetto si basano sull’asportazione di materiale dal pieno e sono perciò denominate tecniche “sottrattive”: le lavorazioni industriali avvengono per fresatura, taglio e foratura e sono eseguite da macchinari a controllo numerico (CNC) pilotati da un computer su cui il progettista inserisce il modello 3D da realizzare.

L’ additive manufacturing, conosciuta anche come “stampa 3D”, al contrario, si basa sull’opposto principio di andare ad aggiungere materiale solo dove serve: si parte anche qui da un modello 3D digitale che viene sezionato trasversalmente per andare ad individuare i singoli strati che in successione andranno a formare l’oggetto desiderato.

Successivamente la produzione tramite stampa 3D si basa o sulla deposizione di strati successivi di materiale o sulla solidificazione selettiva dei vari livelli a partire da una vasca di materiale fluido o di polvere mediante l’utilizzo di sorgenti ad elevata energia (fasci luminosi, laser, o di elettroni).

In base alla tecnologia scelta ed al tipo di materiale l’oggetto deve essere poi stabilizzato con luce UV o forno ad alta temperatura (metalli) e si procede infine con le operazioni di finitura superficiale.

Come può essere utile per la tua azienda?

L’additive manufacturing è oggi già diffuso nelle industrie che operano in ambito biomedicale, aerospaziale ed automotive, ma è applicabile in qualsiasi settore.

L’uso dell’ additive manufacturing porta i seguenti vantaggi:

  • Basso costo di produzione: grazie ai sistemi di stampa 3D è possibile realizzare piccole produzioni in serie senza passare attraverso la realizzazione di stampi. Inoltre è possibile stampare componenti e meccanismi già assemblati ed sono quasi azzerati i materiali di scarto con relativi costi di smaltimento.
  • Libertà di forma riproducibile: si possono costruire strutture non realizzabili con le tecnologie tradizionali.
  • Riduzione del time to market: all’interno di una stessa giornata lavorativa è possibile progettare un prodotto ed ottenerne subito un modello fisico o piccoli lotti per testarne l’efficacia e l’appetibilità.
  • Nuovi materiali: il settore dei materiali di stampa 3D sta crescendo enormemente, non solo più polimeri plastici ma anche metalli, ceramica, carta, materiali biocompatibili, ….
  • Produzione custom su misura: la personalizzazione dei prodotti è possibile senza costi aggiuntivi
  • Possibilità di finanziamento: poiché l’additive manufacturing è una delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0, beneficia di tutte le opportunità di finanziamento ad essa dedicate

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Advanced HMI

L’Advanced HMI è un’interfaccia uomo-macchina di ultima generazione in grado di trasmettere informazioni di diverso tipo e di potenziare le attività dell’operatore. Nell’Industria 4.0 non esiste, infatti, solo l’ipotesi di automazione delle tecnologie che va a sostituire il lavoro delle persone, ma le tecnologie 4.0 possono essere utilizzate per “aumentare” le capacità e le conoscenze degli operatori grazie alla progettazione di interfacce uomo e macchina dinamiche, intelligenti e capaci di auto-apprendere.
L’operatore rimane sempre a controllo del processo di lavoro e delle tecnologie, ma quest’ultime aumentano le capacità fisiche, sensoriali e cognitive dell’operatore.
Tra i diversi modelli di Advanced HMI troviamo:
– Super-Strength Operator
– Augmented Operator
– Virtual Operator
– Healthy Operator
– Smarter Operator
– Collaborative Operator
– Social Operator
– Analytical Operator
Tipologie diverse di potenziamento dell’operatore che possono essere utilizzati singolarmente o in combinazione per mettere gli esseri umani al centro di questa rivoluzione tecnologica. Queste soluzioni permettono una continuità tra le funzioni e i task tra macchina e operatore, migliorando efficienza e produttività.

Come può essere utile per la tua azienda?

L’Advanced HMI è il passo successivo all’integrazione in azienda dell’HMI per un’effettiva realizzazione del processo di industria 4.0.
In cui troviamo operatori più forti, più informati, più sicuri grazie all’integrazione robotica, l’automazione e alla tecnologie basate sui dati in aziende in cui i robot hanno assunto compiti fisici difficili, pericolosi e ripetitivi, migliorando la sicurezza in fabbrica, il comfort dei lavoratori e la qualità del prodotto.

AI

AI ovvero “Artificial Intelligence” e in italiano l’intelligenza artificiale è la possibilità di una macchina di mostrare capacità umane come il ragionamento, la pianificazione, l’apprendimento fino alla creatività.

Grazie all’intelligenza artificiale un macchinario può essere in grado di raccogliere informazioni dall’ambiente e dal sistema, relazionarsi con esso e risolvere i problemi agendo verso uno specifico obiettivo.

Raccolta dati attraverso sensori o videocamere, processo dei dati e risposta al problema. Questo è il processo seguito dai computer dotati di AI, sistemi inoltre capaci di adattare il proprio comportamento analizzando gli effetti delle azioni precedenti e lavorando in autonomia. Un processo di autoapprendimento per intervenire in anticipo sul problmea.

Grazie alla disponibilità di enormi quantità di dati e lo sviluppo di nuovi algoritmi lo sviluppo di tecnologie legate all’AI ha fatto negli ultimi anni enormi progressi e oggi viene applicata a molteplici ambiti della vita quotidiana e professionale e nel settore industriale.

L’AI è, infatti, l’ultimo livello, detto dell’adattabilità, della scala ACATECH, il modello che permette di definire il grado di maturità di un’azienda nei confronti del paradigma Industria 4.0.

Come può essere utile per la tua azienda?
Ad esempio in un processo come quello di manutenzione predittiva di cui parliamo in questo articolo del nostro blog, serve appunto per portare il processo aziendale all’ultimo livello della scala Acatech, quello dell’auto-apprendimento in cui le macchine apprendo dal passato per intervenire in anticipo prima che si attui un evento o un problema. Grazie alla raccolta dati gli algoritmi di AI sono in grado di prevedere in anticipo i guasti e programmare la manutenzione, mettere in atto azioni di protezione di autogestione per limitare il verificarsi di un dato evento.

Auto ID

I sistemi Auto-ID servono per identificare e tracciare automaticamente persone, cose, macchinari e merci. Si basano su diverse tecnologie, dai comuni  Barcode e QRcode a sistemi radio come  RFid, Nfc, Beacon BLE, UWB,  Geolocalizzazione.

E’ importante saper scegliere la tecnologia giusta in base all’esigenza.
Grazie all’adozione di questi sistemi si possono controllare ed accelerare processi riducendo gli errori e ottimizzando il lavoro. Ciò porta a un miglioramento dell’efficienza e un abbassamento di costi.

Come può essere utile per la tua azienda?
Se hai un’azienda di produzione puoi utilizzare queste tecnologie ad esempio per sapere in quale fase di lavorazione si trovano esattamente i prodotti, oppure per monitorare su quali lavorazioni sono impegnati gli addetti, in modo da ottimizzare i carichi di lavoro.

In questo lavoro li abbiamo utilizzati per il tracciamento degli scarti creando delle postazioni dedicate.

Beacon

I Beacon BLE sono piccoli trasmettitori Bluetooth a batteria a basso costo che inviano informazioni verso tutti i dispositivi mobili nelle vicinanze (da 4 cm a 200 metri). Hanno a bordo un chip che può generare messaggi personalizzati in base al ricevente. Fanno parte dei sistemi di Auto-ID e possono essere utilizzati per la geolocalizzazione e tracciabilità di persone ed oggetti, oppure avere sensori a bordo per la rilevazione di parametri ambientali.
Le informazioni trasmesse dal beacon,
personalizzabili in base alla tipologia di utente che si avvicina (operatore, professionista, cliente, manager, etc..) possono essere lette tramite un comune smartphone.

Come può essere utile per la tua azienda?
Oltre alle più note applicazioni per il marketing all’interno dei negozi o per l’infotainment nei musei, i beacon possono essere utilizzati in ambito industriale ad esempio per mostrare schede tecniche o istruzioni d’uso quando ci si avvicina ad un dato macchinario, oppure quelli evoluti dotati di sensoristica possono essere usati per rilevare parametri ambientali su oggetti in movimento.

In questo servizio di consulenza li abbiamo messi a confronto con lo stato dell’arte delle altre tecnologie di identificazione automatica.

BI

Il concetto di Business Intelligence è nato negli anni ’60 e si riferisce ad un processo di raccolta, visualizzazione e analisi volto a trasformare dati strutturati o destrutturati in informazioni strategiche per l’attività dell’azienda.

Oggi grazie allo sviluppo dell’elettronica e dell’informatica ed alla progressiva digitalizzazione delle aziende abbiamo a disposizione grandi quantità di dati: grazie ai software di BI questi dati vengono correlati ed interpretati e vengono prodotti report, statistiche, indicatori e grafici, anche in tempo reale, che aiutano i manager nei processi decisionali.

Le moderne piattaforme di business intelligence sono agili, intuitive e affidabili per supportare il ruolo degli analytics nel promuovere la competitività e creare valore per le aziende.

big data cosa sono

Big Data

Big Data, letteralmente in italiano “grandi [masse di] dati” o megadati, nell’ambito di informatica o statistica indica in modo generico una raccolta di dati informativi talmente estesa in termini di volume, varietà e velocità che richiede tecnologie specifiche per l’estrazione di valore.
Più genericamente il termine viene utilizzato in riferimento alla capacità di analizzare e mettere in relazione, attraverso appositi software, un’enorme massa di dati eterogenei, strutturati e non strutturati con l’obiettivo di individuare i legami tra fenomeni diversi e prevedere quelli futuri.

Come può essere utile per la tua azienda?
Un grande volume di dati che siano strutturati o non per un azienda sono veramente utili solo quando analizzati alla ricerca di informazioni di valore che possono portare a decisioni aziendali migliori, a mosse strategiche e di business più efficaci, ma anche a sviluppare macchinari più produttivi ed efficienti grazie ad una manutenzione predittiva, possibile solo grazie alla raccolta ed elaborazione dei dati.

business model canvas

Business Model Canvas

Il Business Model Canvas è un strumento che ha rivoluzionato il modo di rappresentare un modello di business. Ideato nel 2004 da Alexander Osterwalder permette in modo visuale, accessibile e intuitivo di comprendere, visualizzare e immaginare gli elementi costituitivi di ogni Modello di Business suddivisi in 9 aree:
– Proposte di valore
– Canali
– Relazioni con i clienti
– Flussi di ricavi
– Risorse chiave
– Attività chiave
– Partner chiave
– Struttura dei costi
Attraverso il Business Model Canvas è utile sia per i nuovi business sia per capire e analizzare come funziona con una panoramica immediata il business già sviluppato.

Come può essere utile per la tua azienda?

In Kiwibit lo abbiamo utilizzato per la comprensione e lo sviluppo del nostro business come fanno ogni giorno in moltissime aziende. Analizzare il Business Model Canvas, infatti, aiuta a comprendere come funziona attualmente un business, a capirne le interconnessioni e stimola l’analisi dei problemi reali in modo sistematico.

cloud computing

Cloud Computing

Cloud computing o in italiano “nuvola informatica” può essere semplicemente definito come uno strumento che permette di accedere e utilizzare da remoto funzionalità hardware e software attraverso Internet.

Applicazioni e servizi in cloud sono sempre più comuni e vengono utilizzati quotidianamente da milioni di persone. Il cloud, infatti, offre agli utenti l’accesso facile, basato sul Web, a strumenti di comunicazione e collaborazione come la posta elettronica e i calendari, messaggistica, chiamate vocali e video chiamate, etc.

Il cloud computing può essere inoltre utilizzato per sviluppare app personalizzate e su misura per le esigenza di un’azienda, come in Kiwibit, abbiamo fatto per Copa o Anci Toscana, mantenendo tutte le caratteristiche di efficienza e disponibilità che il cloud permette.

Come può essere utile il cloud computing per la tua azienda?

  • App e Dati sempre accessibili da qualsiasi device, postazione e in qualsiasi momento.
  • Ridotto utilizzo di hardware poichè i dati e applicazioni sono salvati in cloud, per cui non necessario avere una infrastruttura hardware aziendale di data storage.
  • Archivio di grandi quantità di dati con la possibilità di eseguire un backup per il ripristino delle informazioni.
  • Non ci sono costi di manutenzione: i server e la sicurezza dei dati sono affidati all’azienda che gestisce il servizi

Scopri di più sui nostri servizi di cloud computing.

Cobot

La parola Cobot sta per Collaborative Robot, ovvero robot collaborativi: sono dei robot di dimensioni contenute pensati per poter interagire con l’uomo in spazi condivisi. A differenza dei robot industriali non sono protetti da barriere, hanno bensì dei sensori che consentono loro di fermarsi o di operare a velocità e forza ridotte quando viene rilevata la vicinanza di una persona, garantendo così l’interazione in sicurezza.

Grazie alle piccole dimensioni e ai 6 gradi di libertà garantiti dagli snodi sferici, i cobot sono molto agili: possono essere programmati per eseguire ripetutamente e con estrema precisione anche operazioni poco ergonomiche fonte di potenziali problemi di salute per l’essere umano.
Sono inoltre pensati per supportare vari attrezzi accessori e possono essere programmati con facilità tramite intuitive interfacce grafiche da qualsiasi operatore. Questa flessibilità consente di assegnare di volta in volta ad un cobot compiti diversi in diverse postazioni, una logica questa completamente diversa dai grandi robot industriali che invece richiedono installazioni fisse ed elevate skill per la programmazione.

Come può essere utile per la tua azienda?
Un cobot automatizza e rende più veloci e più precisi i processi più ripetitivi e consente di assegnare alle persone operazioni più appaganti e a maggior valore aggiunto, a prezzi contenuti rispetto ai tradizionali robot industriali.
L’ integrazione dei cobot nel processo produttivo è anche prevista nel piano Industria 4.0 ed è supportata da incentivi e finanziamenti.

CPS

Un sistema ciberfisico o cibernetico (CPS, dall’inglese cyber-physical system) è un sistema informatico in grado di interagire in modo continuo con il sistema fisico in cui opera.

Il sistema è composto da elementi fisici dotati ciascuno di capacità computazionale i quali dialogano con un’immagine virtuale del sistema che include logiche ed informazioni relative all’intero ciclo di vita del CPS. Queste informazioni vanno dalle specifiche progettuali fino alle fasi di vita successive: industrializzazione, messa in servizio e assistenza tecnica. Basandosi sulle informazioni raccolte il sistema cyber-fisico è in grado di reagire autonomamente alle svariate situazioni.

Tre sottosistemi consentono al sistema cyber-fisico di svolgere con successo il suo nuovo ruolo: sensori, attuatori e sistemi embedded, un’intelligenza decentralizzata basata su microprocessore. Con l’aiuto dei sensori integrati, il CPS è in grado di rilevare autonomamente la sua attuale situazione all’interno dell’ambiente in cui si trova. Gli attuatori servono a svolgere azioni, pensiamo ad esempio ad un braccio robotizzato, mentre l’intelligenza decentrata valuta sia le informazioni dei sensori che le informazioni fornite da altri CPS. Basandosi su di esse, il sistema prende le sue decisioni e le comunica a sua volta ai suoi attuatori. Parallelamente può contattare a sua volta altri CPS chiedendogli di svolgere determinate azioni.

Come può essere utile per la tua azienda?

I sistemi cyberfisici sono ormai una realtà nella produzione e per la loro struttura agile sono destinati non solo alle multinazionali ma anche alle medie imprese, ad esempio per la manutenzione predittiva.

design thinking

Design Thinking

Il Design Thinking è un approccio, nato intorno gli anni 2000 in California dall’Università di Stanford, che si basa sulla capacità di risolvere problemi complessi usando visione e gestione creativa. Nato come approccio all’innovazione utilizzato da agenzie e studi di design oggi è diffuso in moltissimi settori poiché grazie all’insieme di processi cognitivi, strategici e pratici è possibile progettare prodotti, edifici e macchinari. Ed è per questo che è diventato sempre di più strumento di innovazione di prodotti e servizi. Nato dalla volontà di osservare i bisogni degli utenti e aiutarli a risolverli ha nel “contributo dell’utente” uno dei sui quattro pilastri a cui si unisce la creatività, la prototipazione e la durata variabile del processo.

desing thinking

Come può essere utile per la tua azienda?

Il Design Thinking ha molteplici ambiti di utilizzo tra cui quello di progettazione di prodotti e servizi, un settore quello che molto spesso richiede un ripensamento radicale dei processi e delle strutture organizzative con cui tali prodotti e servizi sono progettati, realizzati e distribuiti.

Digital Twin

Il “gemello digitale” è un modello informatico di un elemento reale che può essere un oggetto (macchinario), un processo (gestione del processo di vendita al cliente) o un sistema costituito da più parti interagenti fra loro (es, un impianto di produzione o un aeroporto).

Per realizzare un gemello digitale si parte da un’analisi approfondita di ciò che si vuole modellare, analisi che deve veder lavorare insieme gli specialisti IT ed i proprietari dell’elemento che si vuole modellare.

Un modello “in bit” ben costruito, che tiene conto di tutti gli input rilevanti ed incorpora gli opportuni modelli matematici, consente di simulare il comportamento dell’elemento reale e di prevederne il comportamento sia al variare del tempo che in scenari diversi.

Il digital twin può essere oggi reso interagente con il duale fisico (andando a formare un sistema cyberfisico o cibernetico) grazie all’integrazione in tempo reale di informazioni provenienti da sensori IoT ed il modello può aggiornarsi ed evolvere in base alle informazioni raccolte grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale. L’interazione può essere “a distanza” grazie al cloud ed allo scambio di informazioni in rete (big data) sostenuto dall’Internet of Things.

Nelle soluzioni di industria 4.0 più avanzate il gemello digitale può inoltre andare a comandare direttamente il suo analogo fisico per effettuare correzioni al comportamento dello stesso in base alle previsioni al fine di evitare scenari indesiderati o guasti.

Come può essere utile per la tua azienda?

Miglioramento della progettazione: il digital twin è a tutti gli effetti un banco di prova virtuale grazie al quale si possono effettuare agilmente test di durata accelerando lo scorrere del tempo per valutare l’usura dei pezzi, o, al contrario, andare a dilatare il tempo per capire successioni di eventi rapidissime (es. uno scoppio). Si possono inoltre simulare materiali diversi, cambiare forme, cambiare gli agenti esterni e vedere qual è la risposta del sistema in situazione difficilmente riproducibili, se non addirittura distruttive, su un campione reale.

Questo è quello che abbiamo fatto in questo progetto in cui grazie ad un’interfaccia software di modellazione combinata con l’analisi fem si può andare a simulare il comportamento di una struttura a seguito di vari tipi di sollecitazioni.

Nuovi modelli di business: la possibilità di fare previsioni offerta dal gemello digitale consente, ad esempio, di poter offrire servizi di manutenzione pianificata.
E’ inoltre possibile ideare nuovi servizi sulla base delle informazioni raccolte dal digital twin tramite la sensoristica.

Formazione del personale: il digital twin può essere utilizzato come strumento di formazione e documentazione di un macchinario o di un sistema, e può essere in tal senso abbinato anche a strumenti di realtà aumentata che rendono l’apprendimento più immersivo.

HMI

La Human to Machine Interface, in italiano Interfaccia Uomo-Macchinaè l’insieme di dispositivi (visori, spie, strumenti, leve, pulsanti), reali o virtuali realizzati tramite software, che permettono a chi li utilizza di comunicare con un macchinario o un impianto di produzione, visualizzandone lo stato e comandandone le azioni.

Per fare un esempio che tutti conosciamo, in un’automobile l’interfaccia uomo-macchina è costituita dall’insieme di cruscotto (visualizzazione dello stato), volante, leve, cambio e pedali (azionamenti). Nei modelli più recenti la strumentazione analogica “a lancette” è stata sostituita o affiancata da schermi touchscreen elettronici che, grazie a software opportunamente studiati, consentono di avere molte più informazioni e funzionalità rispetto a qualche anno fa.

Come può essere utile per la tua azienda?
Come spieghiamo in questo articolo, avere delle interfacce ben progettate, usabili e funzionali permette agli operatori di svolgere più velocemente le loro mansioni e di ridurre o addirittura eliminare il margine di errore, e ai supervisori di avere una visione chiara della situazione per poter prendere decisioni rapide ed efficaci.

In Kiwibit la progettazione delle HMI fa parte del nostro lavoro quotidiano: partiamo dall’analisi dell’interazione per proseguire con design e produzione del mockup interattivo e concludere con la realizzazione completa dell’interfaccia.
Visita il nostro portfolio per scoprire quello che sappiamo realizzare!

I-IoT

Con Industrial Internet of Things, si intende l’applicazione dell’Internet of Things (IoT) nel contesto dell’industria di quarta generazione. È  l’insieme di  piattaforme di analisi avanzate e dispositivi e apparecchiature di standard industriale connesse a Internet che mira a rendere i processi industriali più sicuri ed efficienti grazie alla continua raccolta ed elaborazione di dati granulari.

Rispetto agli oggetti IoT i dispositivi I-IoT sono più resistenti, adatti a lavorare in ambienti industriali, e con standard di sicurezza informatica molto più solidi.

 

Come può essere utile per la tua azienda?
Nelle fabbriche intelligenti si possono costruire un’infinità di applicazioni integrando tecnologie IIoT su prodotti, macchinari, sistemi energetici e infrastrutture come tubazioni e cablaggi, per controllare i tempi della produzione industriale, per creare nuovi servizi pensati sulle esigenze dei clienti, per ottimizzare i consumi  o per fare  manutenzione predittiva in sinergia con algoritmi di AI.

 

Industria 4.0

L’espressione Industria 4.0 esprime una visione del futuro secondo cui le imprese industriali e manifatturiere, grazie alle tecnologie digitali, aumenteranno la propria competitività grazie alla maggiore interconnessione delle proprie risorse (impianti, persone, informazioni), siano esse interne alla Fabbrica sia distribuite lungo la catena del valore.”  [Politecnico di Milano, 2015]

Il numero 4.0 fa riferimento alla Quarta Rivoluzione Industriale, che vede la luce a seguito dell’avvento di Internet e della capacità delle macchine di interconnettersi e scambiare dati.

Come può essere utile per la tua azienda?
La transizione verso l’industria 4.0 è ormai un passaggio obbligato per le imprese che vogliono restare competitive nel prossimo futuro. I governi sostengono questa evoluzione con specifici programmi di incentivi e finanziamenti.

Industria-4_0

Iot

Per Internet of Things si intendono tutti i dispositivi intelligenti connessi in rete e quindi in grado di condividere i dati praticamente in qualsiasi parte del pianeta.

La Internet of Things non è una tecnologia ma un insieme di tecnologie. Un oggetto diventa intelligente quando è:

  • identificabile univocamente tramite una tecnologia Auto-ID
  • dotato di comunicazione wireless in modo da poter essere letto da un dispositivo (fisso o mobile)
  • supportato da un’intelligenza software che recepisce le informazioni lette tipicamente tramite un middleware il quale a sua volta può essere integrato con qualsiasi sistema gestionale (ERP inclusi). 

Dietro tutta un’infrastruttura di connessioni costituita da sistemi di comunicazione caratterizzati da protocolli diversi a seconda del tipo di servizio attivato.

Come può essere utile per la tua azienda?
Grazie all’utilizzo e all’integrazione delle informazioni provenienti dall’IoT si possono accelerare i processi legati al Big Data Management e potenziare l’uso di quelle analitiche di Business Intelligence necessarie per prendere in fretta decisioni strategiche. 

Scopri di più sui nostri servizi relativi a Internet of Things e Cloud Computing 

Lidar

Il Lidar, acronimo di Light Detection and Ranging, è un dispositivo di telerilevamento, analogo al Radar, che al posto delle onde radio utilizza una sorgente di luce laser montata su un supporto rotante. Poiché le lunghezze d’onda della luce sono molto più piccole rispetto alle onde radio ed il fascio del laser è molto stretto e collimato il Lidar consente di rilevare anche piccoli dettagli, o di creare immagini 3D dell’ambiente con una risoluzione di pochi centimetri rilevando anche fumi nell’aria. Per quest’ultima caratteristica viene utilizzato già da tempo in meteorologia ed in fisica dell’atmosfera.

Oggi i sistemi Lidar portatili in combinazione con le videocamere vengono utilizzati per creare mappature 3D: ad esempio molte auto a guida autonoma utilizzano questo tipo di sensore.

.Come può essere utile per la tua azienda?

Il Lidar trova impiego in tutti quelle applicazioni che richiedono , ad esempio, il monitoraggio di un ambiente, incluso il tracciamento degli spostamenti delle persone presenti.

Livelli di maturità

I Livelli Maturità o Maturity Index Acatech si riferiscono a una serie di step evolutivi, riconducibili appunto alla Scala Acatech, che fanno guadagnare alle aziende una maggiore efficienza sia in termini di miglioramento delle prestazioni di prodotto che di qualità del servizio offerto ai propri clienti.
I Livelli di Maturità sono:

  • Informatizzazione
  • Connettività
  • Visibilità
  • Trasparenza
  • Capacità Predittiva
  • Adattabilità

Di questi livelli ne abbiamo parlato in dettaglio in questo articolo

.Come può essere utile per la tua azienda?

In Kiwibit possiamo aiutarti a migliorare il tuo livello di maturità Acatech. Progetti già realizzati per alcuni dei nostri clienti come lo Smart Pallet per El.Co. o il middleware per il processo di firma digitale per Aquila Energie  sono solo alcuni esempi tangibili di come le nostre competenze e abilità possono essere messe al servizio della trasformazione digitale in ottica Industria 4.0 delle imprese.

Machine Learning

Il machine learning, tradotto in italiano con Apprendimento Automatico, è una branca dell’Intelligenza Artificiale che si basa sull’utilizzo del computer per sondare i dati che si hanno a disposizione alla ricerca di un modello tramite cui poter prevedere l’evoluzione dei dati stessi. Nel corso del tempo la macchina acquisisce nuove conoscenze e migliora la sua capacità decisionale: il software modifica se stesso con l’esperienza ed è in grado di imparare dai propri errori.

Se conoscendo un set di dati di ingresso conosciamo già anche quali sono le rispettive uscite, l’algoritmo di apprendimento può essere alimentato con un set di esempi noti per andare ad individuare una regola generale:, quando la macchina apprende dalle soluzioni fornite dal supervisore si parla di apprendimento supervisionato.

Al contrario quando non ci sono etichette o riferimenti a priori, ovvero se siamo in presenza di dati non classificati, un algoritmo di machine learning procederà all’ esplorazione degli stessi tentando per approssimazioni successive di estrapolarne le informazioni chiave e cercandone le regolarità per poter determinare una struttura degli stessi: in questo secondo caso si parla di apprendimento non supervisionato.

Come può essere utile per la tua azienda? 

Il machine learning è alla base di tutte quelle operazioni che mirano a prevedere i risultati di una certa azione, trova quindi applicazione nella Business Intelligence e nella Manutenzione Predittiva.

Manutenzione predittiva

La manutenzione predittiva è una metodologia che si basa sulla raccolta dei dati provenienti da sensori I-IoT e sulla loro analisi tramite tecniche di intelligenza artificiale e machine learning per anticipare il guasto ed andare ad effettuare la manutenzione del macchinario al momento opportuno.

A differenza della manutenzione reattiva, in cui si ripara il guasto solo dopo che è avvenuto in condizione di emergenza con associati tempi di fermo macchina, e della manutenzione preventiva, in cui si programmano sostituzioni di parti in maniera scollegata dall’effettiva necessità, con la manutenzione preventiva si ha un approccio proattivo e, grazie alla storicizzazione dei dati raccolti, si ottengono un miglioramento ed un’ottimizzazione continua delle strategie di manutenzione.

Come può essere utile per la tua azienda?
Oltre a ridurre i downtime e a migliorare la produttività, con la manutenzione predittiva è possibile estendere il ciclo di vita degli assetridurre costi e complessità delle riparazionigestire meglio le scorte di materiali e pezzi di ricambio, rispettare le normative e gli standard di conformità vigenti in materia.

Poc sta per Proof of Concept

PoC

POC sta per Proof of Concept ovvero letteralmente “Prova di concetto”, ma meglio tradotto in italiano con prova o dimostrazione di fattibilità. è sostanzialmente una bozza di progetto, un test con l’obiettivo al fine di dimostrarne la fattibilità. Una prova di concetto efficace è quindi in grado di dimostrare che l’obiettivo di un progetto proposto è realizzabile e avrà successo grazie anche ai feedback di tutti gli stakeholder del progetto come investitori, fornitori e clienti. Una volta dimostrato che il progetto funziona con la prova di concetto gli step successivi possono essere lo sviluppo di prototipi, pilot o MVP che avvalorano, sostengono e sviluppano nel dettaglio il progetto prima della sua nascita vera e propria

Come può essere utile per la tua azienda?

Utilizzare una prova di concetto permette al team scelto di indagare sulle tecnologie emergenti e, naturalmente, mostra al cliente e agli stakeholder se il progetto funziona. Ciò permette di fare investimenti mirati e soprattutto in grado di offrire un ritorno.

In pratica: “Se non si può dimostrare che un progetto può funzionare, allora non è un progetto da iniziare!“.

processo paperless

Processo Paperless

Il processo paperless, letteralmente processo con “meno carta”, prevede la digitalizzazione di documenti andando ad ottimizzare la gestione documentale dei processi di un’azienda. Rientrano in questi processi di dematerializzazione dei documenti: l’implementazione di tecnologie come l’Electronic Data Interchange (EDI) o la fatturazione elettronica. Scopri di più nel nostro approfondimento.

Come può essere utile per la tua azienda?
Attivare la digitalizzazione dei documenti all’interno di un’azienda può introdurre innumerevoli benefici ad iniziare da una maggiore efficienza e una riduzione di costi e tempi di esecuzione di lavoro. Ma non solo, scegliere un percorso di ottimizzazione dei flussi documentali permette all’azienda di avere un fortissimo impatto ecologico sull’ambiente che porta vantaggi anche in termini di costi e efficienza. Scopri come abbiamo attuato un processo paperless in Kiwibit.

Realtà Aumentata

Per realtà aumentata, o realtà mediata dall’elaboratore, è l’arricchimento della percezione sensoriale umana dell’ambiente in cui si trova l’utente, attraverso informazioni digitali che non sarebbero percepibili con i cinque sensi le quali vengono integrate in tempo reale grazie a dispositivi elettronici.

I device che consentono questo tipo di sovrapposizione vanno dai comuni smartphone e tablet ai wearable devices quali gli smart glasses (Google Glass, Microsoft Hololens,…) , ma in un prossimo futuro vedremo vetrine dei negozi o parabrezza delle auto utilizzati a questo scopo.

Come può essere utile per la tua azienda?
Ad esempio è possibile inquadrare una macchina e vedere intorno ad essa dati di funzionamento, video di manutenzione, gli ultimi problemi riscontrati, etc… oppure dare istruzioni agli operatori che devono eseguire operazioni complesse grazie agli smart glasses che lasciano le mani libere. 
Il limite delle applicazioni di realtà aumentata che si potranno sviluppare è dato solamente dalla fantasia.

rfid

RFID

RFID ovvero Radio Frequency Identification è una tecnologia di identificazione automatica. Grazie alla propagazione nell’aria di onde elettro-magnetiche è in grado di rilevare il modo univoco, automatico, massivo e a distanza oggetti ma anche animali e persone sia statici che in movimento.

All’oggetto è possibile, quindi, con l’RFID attribuire un’identità elettronica univoca al prodotto e autenticarlo, tracciarne il ciclo di vita seguendolo in tutte le fasi dalla produzione alla distribuzione e consumo. In questo modo è possibile raccogliere e analizzare i dati lungo questo percorso creati anche da più elementi che vengono così coinvolti in un processo dinamico di creazione di valore tramite l’informazione

Come può essere utile per la tua azienda?
L’RFID può essere molto utile nel tracciamento di prodotti in caso di richiami o ritiri di un bene, tutelare al sicurezza dei consumatori e ridurre la contraffazione. E non meno importante della tracciabilità lungo il percorso produzione e distribuzione del bene, rivoluzionando completamente il settore della logistica. 
Scopri come abbiamo utilizzato l’RFID in Kiwibit in uno dei nostri Business Case.

Sostenibilità

Il concetto di sostenibilità è stato introdotto per la prima volta nel 1987 nel rapporto Brundtland,  così chiamato dal nome della coordinatrice  della Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo Gro Harlem Brundandt e conosciuto anche come “Our Common Future”.

La definizione che viene data è la seguente:

«lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri»

(WCED,1987)

In questa definizione si fa riferimento, in generale, al benessere delle persone e si pone come fondamento chiave il principio etico della responsabilità della generazione di oggi nei confronti della qualità di vita delle generazioni future.

Quattro sono le dimensioni di sviluppo che vanno ad intersecarsi:  sviluppo economico (efficienza economica e reddito per le imprese), sviluppo sociale (qualità della vita, sicurezza e servizi per i cittadini), tutela dell’ambiente (disponibilità e qualità delle risorse naturali) e sviluppo culturale (diffusione dei valori di sostenibilità,  uguaglianza, equità, inclusione, partecipazione)

A livello economico il modello di riferimento è quello dell’economia circolare che non produce scarti o rifiuti non necessari, ma che cerca di riutilizzare costantemente le risorse, senza sfruttarne di nuove. Un modello in contrasto rispetto a quello finora dominante di economia lineare, basato sullo sfruttamento di materie prime destinate a diventare rifiuto.

Il 25 Settembre 2015, è stata sottoscritta da 193 paesi l’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile in cui sono stati individuati 17 obiettivi precisi, traguardi ambiziosi da raggiungere.

Come può essere utile per la tua azienda?

Premesso che l’utilità di agire in tal senso va oltre alla redditività delle singole realtà, gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono stati recepiti dalle varie nazioni attraverso bandi e concorsi: le aziende che si propongono di operare miglioramenti ai loro processi e prodotti in ottica sostenibile possono trovare diversi tipi di strumenti finanziari a supporto.

In Kiwibit abbiamo sostenuto vari progetti nell’ottica dell’innovazione sociale.

System Integration

In informatica con System Integration si indica la realizzazione di nuovi componenti software come middleware, API o micro-services, ovvero strumenti in grado di connettere diverse applicazioni software, piattaforme web, servizi, dati, dispositivi hardware e macchinari presenti nelle aziende, allo scopo di realizzare un sistema che possa utilizzare sinergicamente le potenzialità degli impianti d’origine creando funzionalità originariamente non presenti.

Integrare i dati provenienti dai diversi sistemi presenti in azienda per poterne avere una visione complessiva è uno step fondamentale nel percorso di Industria 4.0.

Come può essere utile per la tua azienda?
la system integration può aiutare il tuo business in molti modi: pensa alla possibilità di integrare dati provenienti da vari macchinari presenti nella tua azienda per ottimizzare i carichi di lavoro, oppure scambiare dati fra ERP e portale e-commerce per gestire le giacenze di magazzino, oppure far passare automaticamente i dati fra software diversi che devono operare in sequenza per arrivare al risultato finale eliminando i passaggi manuali come abbiamo fatto in questo progetto.

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Cross-compilazione Qt “out-of-tree” con toolchain Yocto

Cross-compilazione Qt “out-of-tree” con toolchain Yocto

Il contesto

Nello sviluppo di soluzioni embedded esiste uno standard tecnico de facto: Yocto Linux, o più brevemente Yocto. Il progetto Yocto è un progetto collaborativo: consente ai vari produttori facenti parte della supply chain di un dispositivo embedded di fornire un layer di sorgenti compilabili per varie piattaforme. 

Per esempio, se si acquista una scheda madre con processore NXP (ex Freescale) con il progetto Yocto troveremo inclusi i sorgenti e gli script necessari a compilare da zero le componenti di una distribuzione Linux prodotte da NXP insieme al suo hardware e necessarie a far funzionare tale sistema operativo con i chipset NXP.

I punti di forza del progetto Yocto sono:

  • la natura distribuita: ogni fornitore nella supply chain aggiunge il suo “strato” di sorgenti compilabili: si distribuisce così il carico di lavoro necessario alla realizzazione di un prodotto embedded, dal kernel all’interfaccia utente;
  • la natura multi-piattaforma: Yocto distribuisce sorgenti e script di compilazione facendo sì che un produttore possa creare uno solo set di sorgenti che si adatti a tutte le componenti/periferiche da lui vendute. Tornando all’esempio di NXP, tale azienda ha un unico repository di sorgenti per tutte le piattaforme vendute e degli script che customizzano la compilazione in base al processore (i.MX6, i.MX7 etc…)

Qt/QML: lo standard embedded per lo sviluppo di UI/UX

Se Yocto è lo standard de facto per realizzare una distribuzione Linux in un contesto industriale embedded, le librerie Qt/QML sono lo standard de facto per lo sviluppo della UI e di buona parte della logica di interazione tra UI e business logic. Tali librerie sono così integrate nell’ecosistema embedded che hanno un loro strato in Yocto. Ovviamente, versioni diverse di Yocto distribuiscono versioni diverse di Qt/QML, e queste, a loro volta, possono contenere funzionalità diverse o meglio da versione a versione possono introdurre funzionalità nuove.

Yocto: i problemi per i System Integrator

Il difetto di tale soluzione risiede nel fatto che risulta molto difficile poter intervenire e modificare uno degli “strati” senza avere una conoscenza approfondita del sistema Yocto, per questo il software system integrator, che spesso si trova alla fine della supply chain, è costretto:

  1. ad investire ingenti somme di tempo e denaro per diventare esperto Yocto, oppure,
  2. ad adeguarsi ai pacchetti software+hardware che riesce a trovare in commercio, effettuando una scelta sul prodotto “meno distante” dalle sue necessità.

Questo aspetto è molto sentito, specialmente quando l’integratore deve fornire al cliente più soluzioni embedded che – per ragioni di convenienza economica- provengono da supply chain diverse. In particolare, è molto probabile che due sistemi embedded prodotti da aziende diverse siano distribuiti con versioni di Yocto diverse e contenenti versioni non compatibili tra loro di Qt/QML.

Tuttavia, l’obiettivo dell’integratore è quello di realizzare lo stesso software, con lo stesso sorgente, e renderlo funzionante con pari specifiche e UX sulle diverse piattaforme. Gestire più codebase infatti farebbe aumentare in maniera rilevante i costi di sviluppo e manutenzione del prodotto.

La soluzione: Yocto compile toolchain

Esiste una “via di mezzo” tra le due alternative elencate in precedenza. Uno dei così detti “target” di Yocto è la compile toolchain, ovvero il kit di software necessari per cross-compilare il software sul proprio pc e distribuirlo poi sul dispositivo associato. Impiegando tale toolchain e recuperando i sorgenti di progetti Yocto non compatibili, è possibile utilizzare questo sistema per adattare due distribuzioni Yocto tra loro.

In particolare, detta A la prima distribuzione e B la seconda, è possibile impiegare la toolchain di B per ricompilare i sorgenti di uno strato di A, oppure risalire direttamente all’upstream di tale strato e compilare con la toolchain di B i sorgenti “vanilla” (senza patch) di uno strato. In questo secondo caso è ovviamente necessario verificare che il software vanilla sia compatibile con l’hardware.

I passaggi per generare una toolchain di cross-compilazione sono riassumibili a livello concettuale nei seguenti punti:

  1. cross-compilare la meta-toolchain, ovvero il kit di cross-compilazione con il tool ‘Bitbake’ incluso in Yocto:
    > bitbake mate-toolchain
  2. il comando precedente creerà uno script autoinstallante per poter installare sul pc la toolchain. Lo si potrà eseguire con:
    >  /opt/$OUTPUT/$VERSION/environment-setup-$ARCH-$SUB-$YOCTOTAG-linux-gnueabi
    dove:
    1. $OUTPUT è la cartella di output configurata in bitbake
    2. $VERSION è la versione della toolchain distribuita con Yocto
    3. $ARCH è l’architettura della cpu embedded (es.cortexa7hf)
    4. $SUB è la sub architettura che abilita feature specifiche di una famiglia di processori
    5. $YOCTOTAG è la tag che identifica la distribuzione Yocto che si genera (ad esempio la distribuzione di default nominata ‘poki’)

Cross-compilare i sorgenti vanilla di Qt/QML con le toolchain Yocto

Ottenuta la tooIchain, i passaggi per una cross-compilazione di Qt/QML sono riassumibili nei seguenti punti:

  1. Scaricare i sorgenti Qt/QML della versione di interesse da github. È consigliato eseguire il checkout detached della tag indicante la versione specifica. Es:
    > git clone git://code.qt.io/qt/qt5.git
    > git checkout $VERSIONTAG
    > git submodule update –init –recursive
    dove:
    1. $VERSIONTAG è la versione delle Qt che desiderate (es. 5.12)
  2. Definire le mkspecs, ovvero le specifiche di architettura che saranno necessarie a Qt/QML per “adattarsi” all’ambiente embedded. Per partire esiste un file base chiamato $QTSOURCE/qtbase/mkspecs/linux-arm-gnueabi-g++, dove $QTSOURCE è la cartella dei sorgenti Qt/QML. Questo passaggio serve a indicare la corretta toolchain di compilazione, quindi è necessario editare questo file, sostituendo alle voci di esempio quelle della vostra toolchain. Ad es:

QMAKE_CC = arm-$YOCTOTAG-linux-gnueabi-gcc

  1. Utilizzare il tool “configure” distribuito con Qt/QML per configurare tutte le opzioni che desiderate. Attenzione! Questo è il passaggio critico che vi permetterà di personalizzare al massimo l’esperienza di compilazione, includendo o escludendo moduli Qt che necessitate o meno, configurando il supporto hardware (es. OpenGL anziché Linux Framebuffer) etc… Di particolare importanza gli switch:
    1. ‘-sysroot’ indica il percorso alla toolchain Yocto di cross-compilazione
    2. ‘-xplatform’ indica il percorso del file mkspecs realizzato al punto precedente e contenente le specifiche di cross-compilazione
    3. ‘-nomake tests -nomake examples’ esclude i test e gli esempi dalla compilazione per velocizzarla

Conclusione

Lo sviluppo di soluzioni embedded industriali passa di fatto dall’impiego di un sistema Yocto Linux. Tale sistema, per quanto flessibile, richiede uno sforzo notevole quando si voglia modificare uno dei suoi strati software. 

Questa esigenza può nascere quando ci si trovi a dover generare un’unica codebase per gestire in maniera ottimale le stesse funzionalità e UX su dispositivi diversi che vengono nativamente forniti con sistemi Yocto differenti e versioni Qt/QML differenti. 

Per ovviare al problema è possibile generare una toolchain di cross-compilazione e compilare il progetto Qt/QML vanilla.

Questa soluzione ci ha permesso, ad esempio, di abilitare pari funzionalità di UX con una stessa codebase, su dispositivi aventi o meno accelerazione grafica e destinati a definire alternative a costo diverso di una stessa gamma di prodotto.

Matteo Nunziati
Senior Software Engineer
Kiwibit

Matteo Nunziati
Senior Software Engineer
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Riprogettare un’interfaccia software obsoleta: perché farlo?

Riprogettare un’interfaccia software obsoleta: perché farlo?

I tuoi utenti o clienti hanno sempre problemi per l’utilizzo del software? Passi più tempo al telefono a fare assistenza che a fare il tuo lavoro? Il tuo software non funziona da mobile o su altri dispositivi? Il software è lento? Non capisci come riuscire a fare certe operazioni? L’interfaccia del software ha un look vecchio o poco accattivante? 

Se hai risposto sì almeno a una di queste domande allora è arrivato il momento di pensare alla riprogettazione dell’interfaccia del tuo software! 

Vediamo, quindi, alcuni vantaggi della ristrutturazione dell’interfaccia di un software.

Usabilità e funzionalità: la parte razionale di un software

Un software è usabile quando non hai bisogno di un manuale per usarlo, è talmente intuitivo che capisci subito quello che devi fare. 

In questo modo si diminuisce la curva di apprendimento della gestione del software e ciò farà risparmiare tempo a te e ai tuoi clienti perché non ci sarà necessità di manuali o di addetti inviati presso l’azienda cliente per spiegare l’utilizzo del software.

Inoltre sul web ormai si naviga usando molti dispositivi differenti, non più solamente pc, ma cellulari di varie dimensioni, tablet, schermi touch e per questo è necessario che le interfacce software siano anche responsive, ovvero siano in grado di adattarsi graficamente e in modo automatico al dispositivo con cui vengono visualizzate.

Con un’interfaccia ottimizzata il software sarà più veloce nel funzionamento e anche l’utente lo sarà nell’eseguire i compiti. Pensa: quanto tempo un tuo dipendente potrebbe risparmiare con un software più veloce, più facile e intuitivo? Quanto potrebbe produrre in più? 

Colore, grafica e estetica: la parte emotiva di un software 

Potrebbe sembrare una frivolezza, invece porre attenzione a colore e grafica in un software non lo è affatto. L’utilizzo corretto del colore facilita la comprensione delle operazioni da fare, incrementando la velocità di apprendimento e di esecuzione.

Un’interfaccia software gradevole in termini di colori e grafica, inoltre, fornisce una gratificazione estetica che rende più piacevole l’utilizzo: l’utente avrà quindi più soddisfazione e voglia di utilizzare il software.

Senza tenere in conto che una personalizzazione grafica ad hoc renderà il tuo prodotto univoco e ben riconoscibile. E no, nel caso te lo stessi chiedendo, ciò non appesantirà il processo del tuo software rallentandolo: i nuovi hardware oggi sono molto più potenti rispetto a 10 anni fa, basta vedere come sono articolate le app che girano sui telefoni! 

A questo proposito, le persone oggi sono abituate a interagire con il look and feel di Apple e del nuovo Android, hanno in mano tutto il giorno questi apparecchi e il loro utilizzo è per tutti semplice e intuitivo. 

Pensa invece ai telefoni di qualche anno fa: dovevi fare la maggior parte delle operazioni con due tasti che per giunta a ogni schermata cambiavano funzionalità. Non era una soluzione di immediata comprensione e in pochi, magari solo dopo aver letto il manuale di istruzioni, riuscivano ad utilizzarne a pieno tutte le funzionalità. Per molti invece l’impiego era in parte frustrante, non pensavano neppure di sfruttare tutto quello che poteva fare, se non per le funzioni base di chiamata e di  invio messaggi.

Oggi, grazie anche ai touch screen ed alle interfacce di moderna concezione, i dispositivi che lavorano attraverso software sono diventati molto più “democratici”: tutti riescono a utilizzare il software, anche la nonna!

Per quella che è la percezione attuale dei dispositivi tecnologici da parte delle persone, se il tuo software fosse anche il più potente del mondo, ma risultasse non gradevole e difficile da adoperare, sembrerebbe di scarsa qualità e di vecchia concezione, e le sue potenzialità sarebbero svalutate e passerebbero in secondo piano.

Ultimo, ma non per importanza: l’obsolescenza tecnica

Ebbene sì, questo ultimo punto forse potrebbe diventare il primo dei tuoi problemi nel caso il tuo software non fosse più compatibile con i nuovi sistemi operativi o con i nuovi processori se si tratta di un software embedded.

Non sempre, infatti, viene garantita la retrocompatibilità e quindi dovrai, gioco forza, adattare il tuo software al nuovo processore.

Infine il tuo sistema potrebbe essere cresciuto tanto nel tempo, magari in modo non ordinato perché ci hanno operato in più persone con processi non sempre lineari e stili di programmazione differenti: in questo caso spesso per poter continuare a farlo funzionare non c’è altra soluzione che operare un refactoring, ovvero una ristrutturazione del codice dell’applicazione software. 

L’ammodernamento delle interfacce e delle tecnologie utilizzate non solo darà nuova vita al tuo software consentendogli di adattarsi ai dispositivi di ultima generazione, ma, in prospettiva, alleggerirà i costi di manutenzione e di modifica dello stesso, in quanto le figure professionali che sanno lavorare su vecchi linguaggi sono in genere programmatori senior che hanno un costo di intervento più elevato.

Per questo mettiamo a disposizione dei nostri clienti competenze e decennale esperienza in questo campo unitamente allo stato dell’arte delle tecnologie per fornire servizi che vanno dall’analisi del software esistente, al design e produzione del mockup interattivo, fino alla realizzazione completa delle nuove interfacce.

Convinto della necessità di ristrutturare la tua interfaccia software? Oppure hai ancora qualche dubbio e ti servono maggiori informazioni?

Illustraci le tue necessità, troveremo la soluzione più adatta alle tue esigenze!

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